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Francia osè: dopo Strauss-Kahn, è il turno dei pedofili

Da 'l'Express' accuse di sesso con minori a Jack Lang. Sarkò usa 007 per sapere i flirt dei futuri ministri

Andrea Tempestini
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È iniziata una rivoluzione puritana nella libertina Francia, dove sempre più politici vengono coinvolti in scandali sessuali devastanti. Quanto è accaduto all'ex presidente del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, sotto processo a New York con l'accusa di stupro, ha avuto un duplice effetto: da un lato sono venuti alla luce tanti altri casi di personaggi pubblici che non frenano la propria libidine, dall'altro le dirigenze dei partiti sono corse ai ripari per evitare di perdere voti a causa di una condotta poco raccomandabile. E uno dei primi a muoversi in questa direzione è stato un adirato Nicolas Sarkozy, che ora pretende, da tutti i suoi nuovi ministri, credenziali molto particolari: una “fedina sessuale pulita”, come spiega il settimanale satirico Le Canard Enchainé, sempre molto ben informato sui retroscena dell'Eliseo. Il principio è molto semplice, chi rischia l'affaire non potrà diventare uno dei più stretti collaboratori del presidente. E saranno addirittura i servizi segreti a scavare nel passato dei candidati.   Non è però facile prevedere dove finiranno gli occhi e le mani dei ministri. Come è accaduto per il dimissionario segretario di Stato alla funzione pubblica, Georges Tron, che avrebbe massaggiato i piedi di due donne prima di aggredirle sessualmente. Terribile la reazione di Sarkozy: «Tutto stava andando per il meglio», ha detto, «quando è arrivato questo imbecille». Ma iniziative del genere non sembrano fermare lo scambio continuo di accuse nel mondo della politica. L'ex ministro del presidente Jacques Chirac, il filosofo Luc Ferry, ha parlato in tv di un collega coinvolto in un caso di pedofilia e sorpreso in compagnia di ragazzini a Marrakech. Non ha fatto il nome, ma presto ci ha pensato il sito del settimanale Express che ha puntato il dito contro un pezzo da novanta, il socialista Jack Lang, anch'egli con un passato prestigioso da ministro. «Porterò in tribunale chi cerca di infangare il mio onore», ha tuonato Lang. Nel 1977, Lang e personaggi del calibro di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir firmarono un manifesto dove, in nome della “liberazione sessuale”, si chiedeva la depenalizzazione dei rapporti con minori, bambini compresi. Certo non mancano altri grandi nomi della politica d'Oltralpe che hanno fatto outing pedofilo, da Daniel Cohn-Bendit fino all'attuale ministro della cultura, Frédéric Mitterrand (nipote del presidente socialista). Ma l'episodio a cui Ferry ha voluto alludere sarebbe anteriore al 2000, quindi non riguarda Mitterrand. Comunque, la polizia intende interrogare Ferry per scoprire il nome del ministro pedofilo. In un clima tanto teso, i maggiori rappresentanti del mondo politico e istituzionale hanno chiesto a Ferry di fare il nome o di starsene zitto. «Se si è convinti che ci sia stato un reato o un crimine, si deve ricorrere alla giustizia e non solo spettegolare sulla stampa», ha deplorato il ministro degli Esteri, Alain Juppé. Parole simili dall'ex candidata socialista alle elezioni presidenziali, Ségolène Royal: «Se davvero è a conoscenza di questi fatti che vada dalla polizia e li denunci».   Intanto a New York, il “re” degli scandali sessuali Strauss-Kahn si prepara, grazie a un pool di avvocati superpagati e a una delle migliori agenzie investigative degli Stati Uniti, a minare la credibilità della sua presunta vittima, una cameriera del Bronx. Le indagini private sul passato della donna gli costeranno più di mezzo milione di dollari. di Alessandro Carlini

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