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Pessimismo di Confindustria: "Manifatturiero, scenari neri"

Rapporto del Centro Studi: "La produzione industriale è quasi ferma ai livelli del 2010. Passati da India e Corea. Tra poco il Brasile"

Andrea Tempestini
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Confindustria prosegue nel suo lavoro ai fianchi: torna a farsi sentire e a diffondere previsioni nere per il futuro dell'Italia e della nostra economia. "La produzione industriale italiana è quasi ferma ai livelli dell'estate 2010", con un +0,1% di crescita media mensile da luglio 2010 a marzo 2011, "e dista dal massimo precrisi (-26,1%) ancora molto, del 17,5%". Queste le rilevazioni scritte nel rapporto sugli scenari industriali del Centro Studi di Confindustria. Recessione e ripresa - Il rapporto parla di un Paese "schiacciato tra recessione violenta e ripresa lenta", e poi sottolinea come l'Italia, per forza industriale, "sia scalata dalla quinta alla settima posizione, superata dall'India e dalla Corea del Sud, avendo perso 1,1 punti di quota". Quindi il monito del Centro Studi degli industriali: "Con una quota del 3,4% della produzione manifatturiera globale, l'Italia è ora a solo due incollature sopra il Brasile, che viaggia ad una velocità molto più sostenuta. Il presidente - "La crisi ha cambiato la mappa planetaria dell'industria manifatturiera - continua il rapporto -. La crisi ha provocato delle conseguenza molto pesanti. In tre anni è successo ciò che sarebbe accaduto in un periodo più lungo", ha spiegato il direttore del Centro Studi, Luca Paolazzi. "Siamo in presenza di una svolta storica - prosegue -, preparata e anticipata dai trend del decennio precedente. Le variazioni delle quote sulla produzione globale la tesimonano", ha concluso.

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