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Rai, Santoro fuori controllo: dopo il comizio gli insulti

Garimberti lo scarica: "Fuori dalle regole, non condivido come ha usato le telecamere. Conferenza stampa davanti a 8 milioni di persone. E' un demagogo". Replica di Michele: "Non parlo con lui. Sembra Ponzio Pilato senza averne la statura"

Andrea Tempestini
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Giovedì sera l'appello a Paolo Garimberti, il presidente della Rai, rivolto Michele Santoro: "La volete la mia trasmissione o no?". Venerdì mattina la piccata risposta. "Non condivido l'uso delle telecamere per parlare dei propri contrasti, lo trovo fuori regola", ha spiegato Garimberti riferendosi al comizio improvvisato dal teletribuno nella puntata d'addio di Annozero (leggi il commento di Francesco Borgonovo).  "Adesso capisco - ha inquadrato la situazione il presidente - perché Santoro ha annullato la conferenza stampa: ieri sera ha potuto parlare a 8 milioni di spettatori". Poi Garimberti ha risposto anche a quella che è sembrata quasi una minaccia di Michele, che ha parlato della possibilità di rivelare il contenuto dei loro colloqui: "Non so se è una minaccia, comunque non la temo". Santoro sbrocca e insulta Sgarbi e Minzolini - Guarda il video su LiberoTv L'arringa del teletribuno - Guarda il servizio su LiberoTv Siamo tutti ferrovieri - Dopo aver ricordato di avere dato la propria disponibilità a sostenere il conduttore sia nella prosecuzione di Annozero, sia nella realizzazione di un nuovo programma, dichiarata già lo scorso anno, Garimberti ha spiegato di avere incontrato Santoro, per la seconda volta in due anni, soltanto una settimana fa. In quella occasione, nell'ufficio del direttore generale Lorenza Lei, gli è stata comunicata la trattativa in corso. Garimberti ha poi concluso ribattendo a un'altra delle sparate di Santoro sganciate nella puntata di giovedì: "Anche mio padre è stato un ferroviere e questa è l'unica cosa che mi accomuna a Santoro". "Demagogo" - Il giornalista aveva poi detto di essere pronto a lavorare in Rai anche per un un euro a puntata. "E' demagogia, il lavoro è una cosa seria e va retribuito - ha tagliato corto Garimberti -. Santoro è una star, fa alti ascolti e non può essere pagato solo un euro, ma secondo un contratto che va valutato sul mercato. Il resto - ha continuato il president - è demagogia per epater les bourgeois (stupisci il borghese, ndr), o i santoriani, e io non sono bourgeois né santoriano, e non mi faccio epater". Di opinione differente Walter Veltroni, che sul suo profilo Facebook dà un consiglio ai vertici di viale Mazzini: "Io credo che la Rai debba accettare la proposta di Michele Santoro con convinzione ed entusiasmo. E' una opportunità, non un problema". La contro-replica - Santoro, ovviamente, non poteva tacere. La dura contro-replica si è fatta attendere giusto un paio d'ore. E via con in nuovo attacco ai vertici della televisione pubblica. Le bombe, al solito, vengono sganciate su Garimberti. "Visto che non ha nemmeno il coraggio di sottoporre al voto del Consiglio la mia proposta di continuare la collaborazione in Rai - ha tuonato il teletribuno - lo rassicuro sulla mia volontà di finire qua la polemica". Secondo Michele, infatti, "è inutile continuare il dialogo con chi cerca di imitare Ponzio Pilato senza averne la statura". Ma voi Michele Santoro in Rai lo volete ancora? Commentate questo articolo e fateci sapere la vostra

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