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Parolisi: "Portatemi mia figlia" Ma per i nonni non se ne parla

Attraverso il fratello Rocco, Salvatore chiede di vedere la bambina. I signori Rea: "No. Lo chieda prima al Tribunale dei minori"

Costanza Signorelli
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Salvatore Parolisi rompe il silenzio e lancia un appello dal carcere: "Portatemi in prigione mia figlia Vittoria è un mio diritto vederla. Pure gli psicologi con cui ho parlato mi hanno detto che le farebbe bene, parlane con i genitori di Melania". E' questa la richiesta di mediazione che il caporalmaggiore ha fatto al fratello Rocco. Ma i signori Rea, che hanno in custodia la piccola, non ne vogliono sapere di lasciare che quell'uomo, in carcere perchè unico indagato per l'uccisione di Melania, veda la bambina. E rimandano consegnano la decisione nella mani della giustizia:  "Lo chieda prima al Tribunale dei minori". La difesa del fratello - Dal canto suo Rocco, cerca di intercedere per il fratello: "Capisco che la situazione è difficile - afferma Rocco Parolisi -, ma Salvatore ci dice di essere innocente.Sente che le manca e che ha bisogno di vederla. Noi non ci vogliamo mettere contro i Rea, adesso staremo a vedere il parere delle istituzioni". E conclude: "Non so se sarà direttamente mio fratello o i suoi avvocati a fare richiesta al tribunale". La fiaba di Tarzan - Vittoria compirà due anni il 16 ottobre e ancora non sa cosa sia accaduto ai suoi genitori. Non sa di aver perso la mamma e che a essere accusato dell'orrendo omicidio sia proprio il padre. "Ci siamo già consultati con una professionista che ci ha informato sulla via migliore per raccontarle tutto, confrontandoci con una fiaba o la storia di Tarzan, per farle capire che chi non ha i genitori può trovare affetto e appoggio in altre persone. Adesso però l'importante è risparmiarle esperienze traumatiche". Così ha spiegato alla Stampa il fratello di Melania, Michele.

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