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Bergamo, "macelleria italiana" Sul web gli danno del razzista

Treviglio, il negozio va male. La voce: gestito da marocchini. Macellaio mette il tricolore. Bufera su Facebook: "Boicottiamolo"

Giulio Bucchi
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Dura la vita ad essere italiano in Italia. L'ha provato la propria pelle un macellaio di Treviglio, a un pugno di chilometri da Bergamo: sulla sua vetrina ha messo un tricolore e un cartello con su scritto, in bella evidenza "Macelleria italiana, siamo italiani" e giù insulti su Facebook. Qualcuno ha parlato di razzismo, altri addirittura di nazismo, molti hanno proposto il boicottaggio. La storia, assurda, l'ha riportata L'Eco di Bergamo e l'ha ripresa Cristiano Gatti su Il Giornale. Antonino Verducci, questo il nome del macellaio, ha cercato di dare una svolta agli affari che erano iniziati ad andare male. Qualcuno aveva messo in giro la voce che il negozio fosse gestito da marocchini musulmani. Il caso, questo sì, di razzismo, si trasforma in beffa quando Verducci decide di mettere il suo cartello "per fare chiarezza, per evitare qualsiasi equivoco". Lo sbandierato made in Italy, però, non va giù a molti utenti dei social network. Che in nome di un male inteso senso di accoglienza straparla di razzismo riducendolo in buffonate.

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