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La lotta alla corruzione attende Governo fa slittare esame Ddl

Il ministro Severino chiede al parlamento più tempo per valutare gli emendamenti al testo anti-corruzione. In aula a marzo?

Giulio Bucchi
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La lotta alla corruzione può attendere. Proprio nel giorno in cui la Corte dei Conti lancia l'allarme ("L'evasione sull'Iva è al 36%"), dal governo arriva un segnale non proprio positivo: slitta la discussione sul Ddl anti-corruzione, rinviando l'esame sui pareri agli emendamenti all'esame delle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. L'arrivo del provvedimento in aula, fissata per il 27 febbraio, con ogni probabilità è destinato a finire a marzo. "Abbiamo chiesto uno spostamento contenuto nel tempo, perché nessuno vuole il rallentamento dei lavori", ha precisato il ministro della Giustizia, Paola Severino, lasciando la riunione delle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia della Camera. "Partire qualche settimana dopo con il piede giusto e con il testo più completo è un risparmio di tempo", ha aggiunto il ministro. Parole che non avranno fatto la gioia di chi, come Italia dei Valori, da anni ha fatto di questa questione una bandiera: "La lotta alla corruzione è una priorità politica e economica, sociale e culturale, ma nessuno sembra prenderla sul serio. In Parlamento, presso gli uffici delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, il Ddl anti-corruzione giace da più di un anno", accusa il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi. "Sono anni che la Corte dei Conti fornisce dati spaventosi sulla corruzione, ma sinora dalla politica non è giunta risposta concreta. Tante parole, ma solo quelle. Invitiamo il governo e tutte le forze politiche a una forte azione parlamentare per approvare rapidamente una legge che stronchi un fenomeno che ha pesantissime ripercussioni su tutto il Paese".

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