Le richieste della sinistra di interrompere i rapporti diplomatici con l'Egitto dopo le recenti sentenze sul caso Regeni appaiono prive di senso geopolitico e contrarie agli stessi interessi nazionali. Se da un lato la responsabilità del regime egiziano è chiara fin dai governi Renzi e Gentiloni, dall'altro bisognerebbe interrogarsi anche sul ruolo dell'Università di Cambridge, che inviò il giovane ricercatore a svolgere un'indagine ad alto rischio in una dittatura senza le adeguate tutele. L’analisi di Pietro Senaldi.



