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Yakisoba, le incredibili imprese del cane finanziere: come scova soldi illeciti

di Massimo De Angelisgiovedì 12 febbraio 2026
Yakisoba, le incredibili imprese del cane finanziere: come scova soldi illeciti

3' di lettura

Scodinzola, gironzolando per l’aeroporto a caccia di valuta illecita. Un quattro zampe dal notevole fiuto, che merita una medaglia d’oro per le indubbie capacità olfattive. Il “cash dog”, il cane che annusa i soldi, ha fatto decisamente il suo dovere: Yakisoba, chiamato familiarmente Yaki, in forza alla Guardia di Finanza di Orio al Serio, solo nel 2025, ha intercettato allo scalo “Il Caravaggio” qualcosa come 6,2 milioni di euro in contanti. Banconote che passeggeri di ogni continente hanno cercato di far entrare o uscire illecitamente dall’Italia. 

Le Fiamme Gialle e il personale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, con il supporto olfattivo del prezioso animale, dopo avere rilevato le rotte più utilizzate per la movimentazione transfrontaliera illecita di denaro, hanno proceduto attraverso controlli mirati e sanzionato oltre 530 persone che hanno tentato di far entrare, in maniera illegale, valuta in sedici diverse monete aventi corso legale in vari Paesi. Per celebrare, come merita, il protagonista di questa vicenda abbiamo sentito il capitano, Chiara Evangelista, comandante della Compagnia Guardia di Finanza all’aeroporto bergamasco. «Il nostro amico Yaki, che ci dà una mano fondamentale nel nostro lavoro quotidiano, è uno splendido pastore tedesco a pelo grigio di quattro anni.

È stato formato nell’apposita scuola delle Fiamme Gialle a Castiglione del Lago (Umbria). L’addestramento dura sei mesi e per il cane rappresenta un gioco quotidiano: annusa più volte un panno (manicotto) intriso di banconote triturate, in un mix di cellulosa e inchiostro. Giorno dopo giorno il suo olfatto verso il denaro in contanti cresce ed oggi è un vero campione nel suo ambito».

Ma vediamo l’operatività del meticoloso quattro zampe. «In Italia», continua la Evangelista, «ci sono circa venti esemplari di cani anti-valuta presenti negli aeroporti, che possono poi agire sul territorio in caso di necessità per situazioni di riciclaggio. Yaki è con noi quotidianamente per circa sei ore, durante le quali svolge la mansione di “annusa soldi”». Elemento fondamentale per la buona riuscita delle operazioni è il grande rapporto di simbiosi che si viene a creare tra il cane e il suo conduttore. Un legame di totale complicità e, come ovvio, fiducia reciproca». Il conduttore di Yaki, il brigadiere capo “qualifiche speciali” Alessandro Caldarelli, è entusiasta del loro feeling: «È davvero un piacere avere Yaki come compagno di giornata. Ci posizioniamo più spesso nel settore partenze dello scalo, senza di certo tralasciare la zona uscite. Giriamo insieme e quando annusa un ingente quantitativo di banconote accelera il passo, supera il passeggero da controllare e si piazza davanti a lui bloccandolo. Ha un fiuto eccezionale.

Durante lo scorso anno abbiamo raggiunto la cifra record di sequestro e in ogni caso se un giorno non rileviamo nulla di sospetto prepariamo una valigia con denaro dentro e lo facciamo odorare a Yaki, per tenerlo in buon allenamento». Una domanda. Che ricompensa per lui quando scova il denaro illecito? «Guardi, lo premiamo con il suo passatempo preferito, ovvero giocare e masticare la sua pallina di gomma preferita. Si diverte tantissimo».

La dottoressa Chiara Evangelista svela anche un dettaglio: «Chi cerca di esportare valuta adotta tecniche innovative, come per esempio posizionare le banconote sottovuoto per eludere l’intervento del cane. Si pensa in questo modo che l’olfatto dell’animale non riesca a percepire le particelle molecolari di inchiostro e cellulosa. Ma il nostro Yaki, dopo alcuni secondi, riesce a stanare pure i soldi sigillati». Un campione.

I voli sotto costante osservazione allo scalo bergamasco risultano quelli con destinazione Casablanca (Marocco), Il Cairo (Egitto), Istanbul (Turchia) e Sharjah (Emirati Arabi Uniti), hub di collegamento dell’Occidente con il Medio Oriente, nonché il continente africano. Nonostante i tentativi, anche fantasiosi, di nascondere il denaro, dal più classico doppio fondo nel bagaglio a banconote inserite in flaconi di detergenti, libri o tra gli abiti indossati, l’eccezionale fiuto del cane antivaluta Yakisoba delle Fiamme Gialle ha avuto quindi la meglio. Nel corso delle indagini, tra l’altro, sono stati smascherati passeggeri debitori nei confronti del nostro Erario per circa 4.5 milioni di euro e sono stati sottoposti a sequestro oltre 137.000 euro per l’ipotesi di reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.