Il latte della mamma rappresenta l’alimento migliore sia per il neonato a termine che per il neonato prematuro. Presenta vantaggi di tipo nutrizionale, immunologico, psicologico ed economico. E siccome il latte della mamma non è sempre disponibile per tutti i neonati, sorge la necessità di averne a disposizione per quei piccolini la cui madre non è in grado di allattare. Per venire incontro alle esigenze di questi bambini, estremamente deboli e vulnerabili, all’interno dell’Ospedale Mangiagalli è stata creata la Banca del Latte Umano della Città di Milano. Banca che quest’anno festeggia i suoi primi 10 anni con una raccolta, grazie alla donazione di 900 “Nutrici” del Policlinico di Milano, 6850 litri di latte umano. Negli anni è servito a dar da mangiare a 2140 neonati (circa 200/anno) prevalentemente nati prematuri con basso peso alla nascita (=1500g), ma anche a quelli sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore addominale o con problematiche di intolleranza alimentare (sofferenza neurologica, cardiopatie o patologie congenite). «Il latte materno rappresenta l’alimento ideale, pratico e sostenibile, perla nutrizione di tutti i neonati» spiega la dottoressa Pasqua Piemontese, dal 2016 referente della Banca del latte. «La peculiarità dei nutrienti lo rende un alimento unico ed inimitabile.
L’allattamento al seno si associa a numerosi benefici sia a breve che a medio-lungo termine: riduzione del rischio infettivo e di allergie, migliore sviluppo neurologico e riduzione dello sviluppo di alcune malattie croniche, più rapido recupero post parto per la mamma e riduzione di poter sviluppare alcune patologie tumorali (seno, ovaio)». È un potente strumento di regolazione e sviluppo per il sistema nervoso e affettivo del bambino. «Favorisce la formazione di un legame sicuro (bonding), riduce lo stress grazie al rilascio di ossitocina, promuovendo rilassamento e stabilità fisiologica stabilizzando il battito cardiaco e la respirazione, offrendo così una sensazione di protezione costante – spiega la dottoressa - Aiuta il neonato a “leggere” le espressioni materne e a gestire le proprie emozioni, offre anche benefici comportamentali a lungo termine quali minori difficoltà comportamentali e rischio di ansia sociale o problemi di concentrazione».
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Nel 2025 sono stati raccolti circa 850 litri di latte da 80 donatrici, un decimo delle quali sono madri di neonati pretermine che donano durante la degenza del proprio neonato in Terapia Intensiva Neonatale. «Nella nostra realtà la maggior parte delle donatrici sono donne che partoriscono a termine, con media di donazione di 7-9 litri di latte in un periodo di tempo medio di circa 3-4 mesi».
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