Ore 20 di un 2 giugno martoriato da una pioggia incessante, con i vigili del fuoco che fanno la conta degli interventi e i passanti costretti a fare lo slalom tra buche e pozzanghere. La città è semivuota come da tradizione nei weekend di festa, chi se ne sta rintanato in casa, chi torna dal primo ponte estivo con lo sconforto di non aver goduto un ultimo sprazzo di sole. Una Suzuki di colore bianco imbocca all’improvviso il ponte della Ghisolfa, direzione piazzale Lotto. La strada è sgombera ma la pioggia battente ha formato un lago parecchio esteso a metà della sopraelevata, all’altezza dell’ex Rinascente. Il limite in quel punto è di 70 chilometri orari. E la maggior parte degli automobilisti non sgarra di un millimetro, memore della tagliola dell’autovelox e delle sanzioni che anni fa fioccavano dalla municipale. La vettura bianca però se ne frega delle regole, probabilmente non ha neppure visto i cartelli che rimbalzano all’imbocco del ponte.
Corre a manetta, ben oltre la soglia consentita. L’asfalto è scivoloso, una trappola a quelle velocità. All’improvviso la vettura sbanda, perde il contatto con l’asfalto e carambola contro il guardrail che divide le due carreggiate. Si gira su sé stessa. E finisce la corsa contro la sbarra divisoria con un tonfo sordo. L’impatto è devastante. Il muso si accartoccia come un pezzo di carta fin quasi a scomparire mentre le auto che arrivano alle spalle schivano per un pelo la carcassa. Chi riesce supera l’ostacolo. L’effetto imbuto è immediato. Ma la sorpresa (si fa per dire) deve ancora arrivare. In pochi secondi dall’abitacolo scendono tre nordafricani, la maglietta di cotone e i jeans larghi sul corpo magro. Si muovono rapidi sotto la pioggia che ha rallentato la sua morsa ma non trova requie, sembra quasi che non si conoscano tra di loro. E si allontanano in fretta dalla vettura lasciata aperta come una lattina accartocciata in mezzo alla strada. Direzione, piazzale Lugano.
Quel che segue è un fine serata di caos metropolitano. Con le auto incolonnate come sardine e costrette a viaggiare a passo d’uomo finché non arrivano i soccorsi e il carro attrezzi rimuove quel che resta della vettura. Stupore e sconcerto unanime. Chi può aver fatto un simile incidente ed esserne uscito illeso? ll giorno dopo (ieri, ndr) si scoprirà l’arcano. Un testimone ha ripreso tutta la scena, l’auto distrutta e i tre nordafricani che si allontanavano dalla scena come se non ne avessero fatto parte. Il resto lo faranno le indagini in queste ore. La polizia municipale mette insieme i primi tasselli. L’auto non è rubata ma è una vettura a noleggio affittata a un italiano. Non risultano denunce pendenti di furto o scomparsa ma il 2 giugno era giorno di festa e potrebbe essere che il noleggiante non si sia reso conto della scomparsa dell’auto. Quello che emerge con prepotenza dalle prime ore dell’accaduto è però il rischio corso dai tre stranieri a bordo della vettura. E dalle auto che sopraggiungevano. Le immagini, neanche a dirlo, fanno il giro dei social. Perché fuggire in quel modo se non si ha nulla da nascondere? La polemica monta come panna. Un chilometro per percorrere tutto il ponte sotto la pioggia battente. Mettendo in pericolo la propria vita e quella degli altri... C’è da restare basiti. «Alcuni cittadini mi hanno riferito che martedì sera, intorno alle 20, sulla sopraelevata Serra-Monte Ceneri Serra, si è verificato un grosso incidente, forse dovuto anche alla forte pioggia caduta tutto il giorno dove i diretti interessati sono scappati» dice Riccardo De Corato (Fdi). «Dalle immagini che allego, prese dai social, sembrerebbe trattarsi di stranieri e fortunatamente, secondo quanto mi è stato riferito, l’incidente non avrebbe causato gravi conseguenze ad utenti della strada. Queste persone che sono scappate vanno rintracciate, identificate e capire il perché siano fuggite senza fermarsi come avrebbero dovuto fare. Va ricordato che il Codice della Strada impone al conducente coinvolto in un incidente l’obbligo di fermarsi e fornire le proprie generalità. La videosorveglianza comunale, in prossimità dell’incidente, ha ripreso qualcosa? Mi auguro al più presto che i responsabili di tali disagi vengano rintracciati e che l’esatta dinamica dell’incidente vada ricostruita in tempi brevi. Chi ha sbagliato è giusto che paghi le dovute conseguenze».
Milano, altro choc: chi è stato a denunciare il pirata della strada
Due sorelle di 75 e 70 anni sono state investite a Milano. Una è morta, l'altra è ricoverata in gravi ...Ovviamente i commenti più duri fioccano sui social: «Forse non potevano fermarsi a dare le proprie generalità e, forse, nemmeno quelle della macchina»; «Ci fosse scappato il morto sarebbe sicuramente stata colpa sua»; «Mica è colpa loro, è colpa nostra che non siamo abbastanza accoglienti... Poverini». Qualcuno si spinge oltre e azzarda una ricostruzione che non trova alcun riscontro: «Macchina rubata, i passeggeri irregolari senza documenti o con precedenti e sicuramente chi guidava era senza patente.... Non penso ci voglia molta fantasia!». Il nodo in fondo è tutto lì: perché sono fuggiti se non avevano nulla da nascondere. Intanto i frequentatori del ponte tirano un sospiro di sollievo: comunque la si veda, è un vero miracolo (della Repubblica?) che non ci sia scappato il morto.




