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Caos, traffico e atti vandalici: il libro nero delle piazze tattiche

Raccolte firme e proteste per i posti auto cancellati e per i bivacchi a tutte le ore del giorno L’ultima polemica su via Gentilino
di Andrea Fatibenemercoledì 8 luglio 2026
Caos, traffico e atti vandalici: il libro nero delle piazze tattiche

4' di lettura

La piazza aperta di via Gentilino è solo l’ultima di una serie di interventi iconici dell’approccio di Sala all’urbanistica: “rigenerazione e valorizzazione degli spazi pubblici” al fine di renderli “luogo di aggregazione al centro dei quartieri”, ampliare “le aree pedonali” e promuovere “forme sostenibili di mobilità a beneficio dell’ambiente e della qualità della vita”. Una formula, quella della “piazza tattica”, che è comparsa a Milano nel 2018, quando sono iniziati i primi test della nuova metodologia: alla fine del 2019 il Comune ha lanciato il bando Piazze aperte cercando in ogni quartiere nuovi spazi da trasformare e trovandone circa 60. Eppure, in tutti questi anni, i quartieri non sembrano aver trovato l’equilibrio che Palazzo Marino credeva di garantire restituendo “ai cittadini piazze e spazi pubblici più vivibili”.
Al contrario. Parcheggi spariti, viabilità scombussolata, malamovida e comodi accampamenti per senzatetto. Esattamente quello per cui venerdì scenderanno in piazza i residenti di via Gentilino e di corso San Gottardo: già vittime di un traffico in tilt, ora sono esasperati dai bivacchi notturni e hanno già raccolto oltre 800 firme contro la novità. Precisamente lo stesso copione lamentato a più riprese su tutta la città, dove le sciatte piazze aperte hanno, al contrario, depauperato i quartieri. «La socialità studiata a tavolino da architetti», interviene Francesco Rocca, «e calata dall’alto genera disastri. I quartieri di case popolari costruiti negli anni 70, progettati seguendo l’ideologia marxista e non la realtà, ha generato mostri e danni sociali che paghiamo ancora oggi. Le piazze tattiche seguono quel filone, rompono fragili equilibri, portano disagio e destabilizzano i quartieri».

PRIME SPERIMENTAZIONI
A tracciare storicamente la strada il maxi-intervento di piazzale Lavater, dove il restauro portò a commercianti con vetrine spaccate un giorno sì e l’altro pure. Ma tra i più recenti c’è il caso di via Gattamelata, dove i genitori non riescono a recuperare i figli a scuola in auto non sapendo dove fermarsi, e i piccoli sono costretti a percorrere un lungo tratto senza la sorveglianza. Il caso più chiacchierato di tutti è invece quello di piazza Spoleto, soprannominata piazza Arcobalena, dove la movida selvaggia ha visto soggetti lanciare bottiglie contro i residenti che filmavano il caos per denunciare la situazione, esasperati a notte fonda dopo ore e ore di delirio, settimana dopo settimana. Poi c’è il caso fresco e macabro di via Paravia, a poco più di 20 metri dal bar davanti al quale il 22enne gambiano ha accoltellato senza motivo un passante. «Qui siamo al colmo che avevo ampiamente denunciato prima dell’inizio dei lavori», spiega il consigliere comunale Alessandro De Chirico, «soldi pubblici spesi per realizzare il centro via alberato prima che venga riqualificata la Cascina Case Nuove, come da progetto del 2019. Questa dabbenaggine porterà al danneggiamento delle aiuole per far circolare i mezzi pesanti che lavoreranno nel cantiere della cascina».

LA DENUNCIA DEL QUARTIERE
Come denuncia una residente, «il giorno stesso del termine dei lavori, sotto casa si sono piazzati subito dei ragazzi stranieri ubriachi che, oltre a schiamazzare a tarda ora, hanno anche vandalizzato il vicino cestino della spazzatura rompendolo». Quando i residenti si sono affacciati per chiedere di abbassare la voce, un signore del condominio ha ricevuto minacce. «Se il buongiorno si vede dal mattino, dobbiamo aspettarci, come era ovvio in questo ghetto, che la zona adiacente a casa mia diventi un punto di bivacco e di spaccio», conclude. E ancora Bruzzano, dove i residenti del Municipio 9 denunciano che la piazza è fuori controllo da un anno, tra risse, degrado, sosta selvaggia e danni ai commercianti. Proprio qualche giorno fa una mozione urgente presentata dal consigliere Fi Michele Pellegrino chiede a Sindaco e Municipio di intervenire, potenziando i controlli serali dei ghisa.

Ma la mappa del dissenso copre letteralmente l’intera città, da nord a sud. In periferia, i sogni di gloria di Palazzo Marino si scontrano con la realtà di piazza Angilberto II al Corvetto, sbandierata per anni come modello e trasformatasi nei fatti in un hub a cielo aperto per lo spaccio. In viale Molise, l’assenza di un vero presidio ha ridotto la piazza tattica a un dormitorio abusivo e accampamento per senzatetto, mentre in piazzetta Santi Patroni d’Italia, alla Barona, le uniche attività ricreative rimaste sono il vandalismo. Se invece si passa in piazzale Loreto angolo viale Monza, l’area chiusa al traffico a ridosso dell’uscita della metropolitana è divenuta il set prediletto per i video social dei maranza che presidiano il passaggio 24/24.

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IL PARERE TECNICO
Secondo Filippo Pagliani e Michele Rossi, Founding Partner dello studio Park «il dibattito sulle piazze tattiche rischia di essere fuorviante. Il tema non è essere a favore o contro questi interventi: il vero problema è fermarsi alla loro dimensione provvisoria. Le piazze tattiche sono utili perché consentono di sperimentare rapidamente nuove soluzioni e verificare come gli spazi vengono realmente utilizzati. Quando però un’esperienza dimostra di funzionare, l’amministrazione deve avere il coraggio di trasformarla in uno spazio pubblico definitivo, con qualità progettuale, materiali durevoli e un’identità riconoscibile. Il temporaneo deve essere uno strumento di innovazione e proposta, non una condizione permanente». Mettere due panchine, qualche vaso e un tavolo da ping pong non basta a rigenerare uno spazio urbano, eppure questa è la situazione in cui buona parte delle piazze aperte si trova e si troverà per chissà quanto tempo. Alcuni cantieri partiranno a breve, come quello di piazza Spoleto dove l’assetto iniziale della piazza è stato largamente ridimensionato con la scusa della depavimentazione, che vedrà la rimozione dei tavoli da ping pong e di buona parte dello spazio utilizzato come accampamento. Ma non è chiaro quanti progetti verranno portati a termine prima della fine della legislatura.

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