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Inter e arbitri, l'intercettazione di Rocchi: "In accordo con esponenti nerazzurri". Aprile 2026, una bomba sulla Serie A

di Roberto Tortoramercoledì 8 luglio 2026
Inter e arbitri, l'intercettazione di Rocchi: "In accordo con esponenti nerazzurri". Aprile 2026, una bomba sulla Serie A

2' di lettura

Sono giorni duri per l’ex-designatore arbitrale della CAN, Gianluca Rocchi. Alcune intercettazioni relative all’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte anomalie nella gestione delle designazioni arbitrali lo vedono direttamente coinvolto con altri protagonisti del sistema calcio. 

Gli investigatori – si legge sul Corriere della Sera- avrebbero acquisito conversazioni nelle quali emergerebbero dubbi sulle modalità di scelta degli arbitri per alcune gare della passata stagione (Inter-Verona del 3 maggio 2025, Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e Inter-Milan di Coppa Italia il 23 aprile 2025) e, a queste, se ne aggiunge una quarta: “Torino-Inter del 26 aprile 2026, in cui — ritiene di descrivere la Procura — Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito”.

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L’accusa per Rocchi è di aver “fraudolentemente accettato interferenze al fine di alterare il corretto coinvolgimento della competizione”. I pm, poi, aggiungono che Rocchi avrebbe agito “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Figc-Federazione italiana giuoco calcio”.

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Le intercettazioni, secondo la ricostruzione degli inquirenti, rappresenterebbero elementi da approfondire per comprendere se vi siano state pressioni o condizionamenti nel processo decisionale. La vicenda rischia di riaprire vecchie ferite nel calcio italiano, dove il tema dell’indipendenza della classe arbitrale è da sempre terreno delicato. Ogni sospetto su possibili interferenze nelle designazioni è destinato a generare polemiche, soprattutto quando riguarda partite di cartello e squadre di primo piano.

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Al momento né Gravina né dirigenti interisti risultano indagati. L’inchiesta dovrà stabilire se le conversazioni raccolte abbiano un reale rilievo penale o se si tratti invece di dialoghi privi di conseguenze sotto il profilo giudiziario. Per ora resta la fotografia di un sistema sotto pressione. Rocchi, diversamente da quanto fatto lo scorso 30 aprile, ha accettato di farsi interrogare in gran segreto dal pm Maurizio Ascione e dal procuratore aggiunto - da poco affiancato - Paolo Ielo. L’ex-designatore è stato accompagnato dal legale Antonio D’Avirro e dal nuovo co-difensore Antonio Bana.