Cerca

Dove sono le femministe?

Farina, nessuno si indigna se lo stupro è di uno straniero islamico

20 Agosto 2017

2
Farina, nessuno si indigna se lo stupro è di uno straniero islamico

Il caso del pachistano, "richiedente asilo", trattato a Reggio Emilia con i guanti dal giudice dopo aver violentato un minore con handicap, raccontato su Libero ieri da Caterina Maniaci, è solo l' ultimo. A noi non sta bene. Siccome la sinistra e la magistratura organizzata tacciono, e le associazioni femministe e quelle contro la pedofilia pure, intimidite dallo status di profugo musulmano del (presunto) orco, proviamo ad arrabbiarci nel nostro piccolo.

Che cosa stiamo diventando, come è stato possibile che questo multiculturalismo trasformasse a tal punto la nostra gente, per cui siamo imbelli e tolleranti con lo schifo quando la secrezione violentatrice è islamica e migrante? Non è ideologia, ma realtà. Quando la brutalità sessuale contro una ragazza o un minore è compiuta da un "non occidentale" (così è oggi obbligatorio scrivere in Gran Bretagna e nei Paesi scandinavi), insomma, da un extracomunitario musulmano, la sindrome prevalente non è di soccorrere la vittima, ma di tutelare l' autore della mascalzonata infame. È il prevalere, si spera reversibile, dell' idiota di sinistra o pietista cattolico ad aver inquinato la sensibilità dominante.

EPISODI DIMENTICATI
Prima della pazzesca vicenda di Reggio (l' accusato che ammette la violenza ma sostiene che il minore con problemi psichici fosse consenziente: e perciò liberato dal gip) c' era stato un altro fattaccio. È fresco, ma è già evaporato nel nulla. E' stato lavato, dimenticato, spazzolato via dalle coscienze come quello sperma dai calzoni di quella ragazzina. Ho atteso invano succedesse qualcosa.

Non so, un flash mob di un collettivo femminista sull' autobus della linea 68 a Torino, luogo della violenza. Non dico incendiarlo, ma almeno appendere un fiocco sul sedile. Una minuscola mobilitazione pubblica, magari una campagna giornalistica delle blogger più rinomate. Un sit-in di donne parlamentari, o almeno un soprassalto declamatorio di Laura Boldrini, di quelli che non mancano mai. Silenzio di "Magistratura democratica" - eh già, l' indipendenza della magistratura. Anche chi ha pensato a dissentire, ha fatto prevalere la continenza e si è fermato, visto il linciaggio cui è stata sottoposta la governatrice del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, per essersi arrabbiata con un profugo stupratore.
Il fatto di Torino, ed è diventato di rilievo pubblico il 1° agosto. Un tale su un autobus si era masturbato addosso a una ragazza. Le ha eiaculato sopra.

La giovane donna si è ritrovata macchiata, ha cercato di levarsi da dosso la roba del mascalzone. Il pippone è sceso con tranquillità. C' erano però le immagini della telecamera di sicurezza, il signor Porco è stato riconosciuto, arrestato e portato dal pm davanti al giudice. Il quale, anzi, la quale, ha sentenziato: macché violenza sessuale, macché arresto. Ma sì, al massimo è un «mero atto osceno», di quelli che si risolvono con una multa, derubricato dal penale all' illecito amministrativo. «Mero». Ha scritto proprio mero: vuol dire puro. Accostare la purezza a quegli atti lì è un paradosso freudiano, ma non è il nostro lavoro psicoanalizzare i gip. Scrive nell' ordinanza il magistrato: «Nel racconto della ragazza non sono presenti elementi per confermare che lo sfregamento masturbatorio ipotizzato sia stato effettuato in appoggio alla gamba della donna». Manca solo che si dica, che sì, c' è la pistola fumante, ma il colpo è stato accidentale, e la vittima era per puro caso sulla traiettoria; o magari era legittima difesa di fronte all' avvenenza della ragazza.

INVERSIONE GIURIDICA
Mi permetto di esibire qui quella che ritengo essere stata un' esimente decisiva, non tanto nel giudizio del gip, della cui valutazione imparziale - sia pur a mio avviso sbagliata - sono certo, quanto del silenzio successivo della politica e della cultura femminista. Il tizio che ha usato quella ragazza come strumento di piacere è un marocchino di 27 anni, vestito sportivo. Chi ha osservato il filmato incriminante dice avesse l' aria di uno che si comporta come gli pare e piace, non fa male a nessuno, che sarà mai. Intorno c' erano delle ragazze, e dei vecchietti. Ecco: i vecchietti. Vedono tutto, una volta avrebbero sbraitato. Si sono arresi pure loro: era un nord-africano, musulmano, amen. Forse il gip ha persino ragione, nel non considerare violenza sessuale questa porcheria. Il problema è l' evidente benevolenza che inceppa la sequenza della severità su vicende persino più tenui.

Mi sono fornito di una raccolta di sentenze della Cassazione che sono tutte, da numerosi anni a questa parte, spietate contro i molestatori, i quali ormai sono equiparati, quanto a reato, agli stupratori. Il vecchio codice prevedeva, per sostanziare la violenza carnale, ci fosse penetrazione. Ora non più. Gli atti sessuali che ledono la dignità della donna (o dell' uomo, o del minore) sono forme di stupro. L' atto di Torino sancisce un' inversione di tendenza giuridica o pesa il "contesto" (direbbe Sciascia)? Lei bianca e cattolica, lui musulmano e africano... Il fattaccio di Reggio Emilia merita inusitata indulgenza in nome di un novello garantismo verso i pedofili, o c' entrano considerazioni socio-culturali? La Cassazione è spietata quando c' è un bacio sul collo, una mano morta insistita: e forse va bene così. Ho trovato nel repertorio una condanna di alcuni anni fa. Uno sporcaccione si fingeva ginecologo al telefono, entrava in particolari intimi, poi invitava alla masturbazione le signore. Violenza sessuale!

Nell' autunno scorso due pachistani hanno stuprato una ragazza di 22 anni, bresciana. Lei ci stava, dicono loro. Lei implora: non è vero. Ci sono i referti medici. Ma si sa che in Asia le pratiche amorose di gruppo sono piuttosto brutali. Venialità, arresti domiciliari, e poi non c' è rischio di fuga. A Reggio a un pachistano, neppure gli arresti domiciliari, solo l' obbligo di residenza (almeno fosse l' obbligo di rimpatrio...).

Scorsa primavera. Debora Serracchiani, come già riferito, dice che è peggio se a violentare una donna è un profugo, perché abusa due volte: di una donna mite e della nostra ospitalità inerme. Saggezza antica, direi che se ne trova traccia in Dante: chi tradisce l' ospite sprofonda nel girone infernale più oscuro. Ebbene: chi è stato fatto a pezzi, in senso figurato, non è stato l' assassino, ma la governatrice.

TENDENZA EUROPEA
È una tendenza europea. Se c' è di mezzo un musulmano, si ammorbidisce il giudizio, si stempera. Il Capodanno di Colonia con quella violenza di massa di centinaia di musulmani contro centinaia di donne occidentali, fu il segnale di resa. La Boldrini definì quello scempio «mancanza di rispetto», derubricandolo a una specie di pernacchia esagerata. E così si procede. Finché la sinistra comanda sarà così.

P.S. Ho cercato su internet se la sindaca 5 Stelle Appendino abbia eccepito a questa decisione del magistrato, o se sia partito qualche forum su internet. Non ho trovato un rigo.

«Una decisione di quelle che fanno discutere», aveva scritto il sito di medicina "Salute news". Figuriamoci. Intanto, la ragazza, trattata come una bambola di plastica dal marocchino, non si è ancora ripresa da questa violenza. E si è lamentata: «Ora ha il permesso di rifarlo».

di Renato Farina

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • patacca

    20 Agosto 2017 - 18:06

    questo è solo un inizio , basterebbe colpire intelligentemente queste persone e forse cambierebbe qualcosa, sai chi sono,dove vivono e cosa fanno...la mafia usava la lupara bianca, invece l' italoidiota subisce ed il giudice cattocomunista li assolve, ma attenti che i tempi cambiano

    Report

    Rispondi

    • eleonora4198@virgilio.it

      eleonora4198

      29 Settembre 2017 - 09:09

      io giro armata , la mia arma non viene letta , manico di plastica . si avvicinino a me e ti garangtisco che crepano di paura e di scarica elettrica . già fatto e me ne frego

      Report

      Rispondi

media