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Letterina al Viminale

Vittorio Feltri contro Luciana Lamorgese: "Che barba la storia dell'odio"

7 Febbraio 2020

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Vittorio Feltri contro Luciana Lamorgese: "Che barba la storia dell'odio"

La ministra dell' Interno Luciana Lamorgese se ne esce, in un' intervista a Repubblica, con quest' espressione: «L' odio è un' emergenza». Può darsi che la signora non abbia torto in assoluto. Ma vorrei segnalarle che questo sentimento negativo impera da millenni funestando l' umanità fin dagli albori. Si dà il caso che Caino fece secco Abele non certo per amore. La storia, per chi la conosce, dimostra che gli esseri viventi, nei secoli dei secoli, non hanno fatto altro che scannarsi. In quello scorso ne abbiamo viste di tutti i colori. I nazisti hanno sterminato gli ebrei alla grande per affetto? I fascisti hanno collaborato nello sterminio suddetto e non si sono risparmiati neanche in Patria allorché si trattava di manganellare la gente non d' accordo col duce, e sorvoliamo sull' olio di ricino distribuito come vitamina.
Poi gli antifascisti si sono vendicati organizzando, a guerra finita, un conflitto civile nel quale numerosi camerati sono stati ammazzati non tanto dolcemente.
E veniamo al 1968 e anni successivi. La Brigate rosse ne hanno stecchiti più di ogni virus con la collaborazione di Prima Linea. Ogni giorno all' epoca c' erano un gambizzato (per esempio Indro Montanelli) e un paio di morti macellati dai simpatici comunisti armati, senza che la sinistra del PCI se ne indignasse, almeno per un lungo periodo.
Rammento che Ramelli, ragazzo di 17 anni, fu trucidato dai signorini di Lotta Continua poiché non era di sinistra. Fu massacrato a colpi di spranga in testa, così, per sport. In pratica noi l' astio non lo abbiamo mai centellinato e questo madame Lamorgese dovrebbe saperlo dal momento che non è nata un mese fa. Ella invece ha un difetto di memoria e se la prende furiosamente con la gente di oggidì che, secondo lei, sarebbe infoiata al punto di aver reso l' Italia una specie di mattatoio. Il problema secondo lei nasce dal linguaggio, dato che le parole trafiggono più della spada. Il che è una cazzata. Ella dichiara: «Di Salvini non parlo. (E chi se ne frega, ndr).
Ma la politica tutta, a prescindere dagli schieramenti e dalle legittime convinzioni personali, ha bisogno di una igiene delle parole e dei comportamenti. Anche perché la progressiva assuefazione ha già fatto danni».
Pure il capo del Viminale insomma se la prende col vocabolario, il quale poverino invece è innocente. Colpevolizzare il linguaggio è una operazione cretina.
Non c' entra il lessico, semmai vanno condannati coloro che ciarlano a vanvera e insultano sistematicamente chi la pensa diversamente dai bischeri di sinistra, i veri odiatori, che personalmente non mi danno alcun fastidio in quanto ciò che affermano mi entra in un orecchio e mi esce dall' altro. Finché il cosiddetto odio si limita a esprimersi oralmente non produce danni, se viceversa si traduce in azioni violente si richiede l' intervento della magistratura, la quale però il più delle volte se ne fotte, perché temo faccia il tifo per i presunti progressisti.
In sintesi, l' acredine, quanto l' invidia, essendo il motore del mondo non mi fa paura, considerato che con essa convivo da che sono nato, semmai temo i conformisti che l' hanno trasformata in una sorta di moda utile per rompere le palle ai cittadini, i quali hanno ben altri dilemmi e sono in ben altre faccende affaccendati.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • ciccio_ne

    08 Febbraio 2020 - 11:42

    Ecco la via della carriera nel pubblico italiano. Immigrazionismo irrazionale e buonismo becero condito da sguardi inquisitori. Solo la repubblica, un giornalino finito, può fare da cassa di risonanza ad un governicchio, accozzaglia senza inizio

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  • Artaserse

    08 Febbraio 2020 - 08:33

    La Lamorgese è quella che quando era prefetto di Milano pretendeva che tutti i comuni della Lombardia si facessero carico dei suoi amici migranti.......

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  • filder

    08 Febbraio 2020 - 01:12

    Egr. direttore, condivido punto per punto quanto da Lei detto e sono sicuro che fra non molto anche le parole di foga e le azioni di questa signora prestata alla politica finiranno al vento, la ministra si crede di essere sopra le parti come il suo datore di lavoro che la ha voluto sullo scranno che siede e non capisce che la ita terrena è una vita di passaggio..

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