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Vitalizi, vergogna Taormina: "Con quei soldi ci mantengo i cani"

Nicoletta Orlandi Posti
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"Coi soldi del vitalizio ci mantengo i cani e gente che non ha possibilità economiche", ha detto Carlo Taormina ai microfoni della Zanzara su Radio24. "Se restassero in mano allo Stato se li fregherebbe qualcuno, meglio che li tenga io". I cani? "Sì, e allora?", ha risposto senza fare una piega il professore, "sono un amante dei cani randagi, faccio raccolta e custodia. Il vitalizio lo spendo così". Un vitalizio, secondo i calcoli effettuati da Libero, da 2.045 euro al mese (a noi ha detto di prenderne 1.600) maturato al termine dei cinque anni della XIV legislatura (2001-2006): ad oggi ha già incassato circa 220mila euro a fronte di un montante contributivo di circa 60mila euro, con una plusvalenza di oltre 160mila euro. Una cifra che a Taormina non crea alcun imbarazzo. Qualche settimana fa, intervistato da Libero ha spiegato che "il vitalizio rappresenta il trattamento pensionistico per l'attività svolta e anche per quelle che non ho potuto svolgere", L'ex esponente di Forza Italia ci ha spiegato che facendo il parlamentare "molto seriamente" ha dovuto "rinunciare a due attività (quella di professore e di avvocato, ndr) e, di conseguenza, ad altrettante contribuzioni". Inutile tentare di spiegargli che nessuna pensione normale gli avrebbe permesso di portare a casa centinaia di migliaia di euro in più rispetto ai contributi versati. Leggi l'approfondimento di Sandro Iacometti su Libero in edicola oggi

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