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Baggio a caccia del puma: "Ve lo abbatto in 2 giorni". Bufera sul Codino

Roberto Baggio

L'ex numero 10 della Nazionale sulle tracce dell'animale avvistato in Friuli. Ma gli ambientalisti protestano. E lo sfottono: "Ma non sei buddista?"

Giulio Bucchi
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  di Salvatore Garzillo Noi già immaginiamo lo scontro, con l'immancabile telecronaca di Bruno Pizzul: «Signori all'ascolto, buonasera. Roberto Baggio avanza con cautela, si guarda attorno, nell'area non si muove una foglia. Il codino avvista la coda del puma… partiti! Supera un cespuglio con un doppio passo, si invola sulla fascia ma, attenzione, viene atterrato da una radice sporgente. Baggio si ferma, la posizione è ottimale per colpire, prende un respiro profondo. Spara… Alto sopra la testa del puma! Per l'Italia e per Baggio, la battuta di caccia finisce qui».  Da calciatore a cacciatore. Una consonante e il profilo cambia radicalmente. L'ex codino della Nazionale è un cacciatore provetto, a suo agio con la doppietta (a pallini), quanto con quella in campo (col pallone). Così, quando ha saputo che tra la spiaggia di Grado, in provincia di Gorizia, e lungo il corso finale dell'Isonzo è stato avvistato un puma, si è detto disponibile a imbracciare il fucile per risolvere il problema. Baggio avrebbe detto a Ferruccio Polo, suo compagno di caccia e pesca: "Chiamatemi e in due giorni prendo il puma". Apriti cielo. Le associazioni animaliste gli sono saltate alla giugulare manco fosse una gazzella ferita, su internet chiunque ha iniziato a sparare a zero su di lui contestandogli l'incongruenza tra i precetti del buddismo, di cui è praticante, e l'uccisione di "animali senzienti". Leggi l'articolo integrale di Salvatore Garzillo su Libero in edicola oggi, sabato 4 agosto    

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