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Razzi a Pyongyang: "Spiragli per l'unificazione delle due Coree"

Antonio Razzi

E' iniziata la missione dell'agente 00Razzi a Pyongyang: "Voglio contribuire alla riunificazione di Nord e Sud"

Andrea Tempestini
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L'agente 00Razzi è partito: destinazione Pyongyang, Corea del Nord, lo Stato canaglia. L'appuntamento principe, evidenziato con triplo cerchietto rosso sull'agenda, è quello con il dittatore Kim Jong-un. Gli obiettivi? Altissimi, iperuranici. Antonio Razzi - senatore Pdl, ex Responsabile di scilipotiana mermoria, segretario della Commissione esteri - non ha dubbi: "La pace tra le due Coree? Far rientrare la minaccia atomica? Sì, ci sono spiragli". Nella sua missione di tre giorni Razzi vuole riuscire laddove Onu e diplomazia mondiale hanno sistematicamente fallito. L'asticella è stata fissata molto, molto in alto. "Se ci riesci..." - Il senatore abruzzese, da buon secret agent, è anche sufficientemente paranoico. Prima della missione sussurrava: "Meglio non parlarne troppo. Controllano tutto, anche cosa viene pubblicato in Italia. Non vorrei che, visto che a volte i giornalisti prendono per i fondelli, alla fine ci ripensassero...". Razzi vuole entrare senza problemi a Pyongyang e portare a termine l'ambiziosissima missione. Talmente ambiziosa che il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, tra il serio e il faceto, prima della partenza gli ha detto: "Se ci riesci ti danno il Nobel per la pace". E Razzi, con grande umiltà: "Non vado cercando queste cose...". La terza persona - Razzi si schermisce, ma solo pochi giorni fa aveva spiegato in pompa magna (e parlando in terza persona): "Qualcuno ha ironizzato, ma forse ci voleva proprio Antonio Razzi per cercare di promuovere un progetto che nelle mie intenzioni dovrebbe portare, perché no, a un riavvicinamento tra i due Paesi, e a una riunificazione, a distanza da quel lontano 1953 quando al termine della guerra si separarono. Far cadere quel muro, lungo il 38esimo parallelo, come si è riusciti a buttare giù quello delle due Germanie nel 1989, è ancora un sogno che potrebbe però diventare realtà". 

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