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Sallusti e i poliziotti uccisi: "Pd e M5s pensano allo Ius soli, chissà se adesso...". Vergogna italiana

Giulio Bucchi
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L'emergenza sicurezza non è né "una percezione" né una "vicenda politica", ma la dura realtà. Alessandro Sallusti, sul Giornale, commenta la vicenda di Trieste, con due poliziotti freddati in Questura da un dominicano immigrato regolare, con un misto di rabbia e amarezza: "Hai voglia a gettare acqua sul fuoco per fare dimenticare al più presto la breve ma intensa stagione di Salvini sceriffo d'Italia", perché "le centinaia di migliaia di stranieri che vagano per le nostre città fuori da ogni controllo e da ogni regola" sono un dato di fatto, così come i numeri forniti dal capo della Polizia Franco Gabrielli ("Un criminale su tre è straniero", a fronte di una quota di immigrati regolari e non che si aggira intorno al 12% della popolazione globale in Italia).   Leggi anche: "Chissà quanto ci mette Scalfarotto ad andare a trovare in carcere gli assassini di Trieste..." "Chissà se solerti colleghi andranno a indagare con malizia invece che sugli assassini sul perché i poliziotti erano lì e perché non hanno sparato, come è stato ignobilmente fatto in occasione dell'uccisione a Roma del carabiniere Cerciello abbattuto da 32 coltellate sferrate da un giovane tossicomane americano fermato per un controllo", continua Sallusti con verve polemica. Meglio stare tutti zitti, per una volta, e unirsi intorno alle forze dell'ordine. Il guaio, sottolinea il direttore, è che i partiti al governo "considerano la sicurezza una questione fascista, il rigore un principio di destra, il controllo dei confini un tema da Papeete. Ma soprattutto sono troppo presi a farsi la guerra tra di loro per avere il tempo di farla ai criminali". Con l'aggiunta che in manovra non c'è nessuno stanziamento per le forze dell'ordine, "in compenso hanno rimesso al centro della loro agenda lo ius soli per garantire la cittadinanza italiana anche a questo esercito di sbandati".

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