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Teresa Bellanova, "magnifica ossessione" di Travaglio: "Chi è davvero", paginata di fiele contro la ministra

Giulio Bucchi
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Dopo aver definito Teresa Bellanova "più pericolosa delle Brigate rosse" in un indimenticabile, velenosissimo editoriale, Marco Travaglio dedica alla ministra renziana delle Politiche agricole in quota Italia Viva una intera paginata-ritrattone sul Fatto quotidiano, sempre all'insegna del fiele.  Leggi anche: "Perché deve dimettersi subito". Travaglio, un missile contro la Bellanova "Come la Bellanova sia arrivata a essere un personaggio centrale nella politica italiana è mistero profondo quanto gaudioso per chi ne ha seguito tutti passi", esordisce il pezzo. Viene il dubbio che sia una "magnifica ossessione" di Travaglio e della sua redazione, visto che della vulcanica ministra si è parlato un po' per via del vestito esibito al Quirinale e successivamente alla Leopolda, dov'era di casa. E basta. Tant'è, l'importante è picchiare duro. In mancanza di scandali evidenti, qualche tirata d'orecchie su alcune dichiarazioni pubbliche e soprattutto una rassegna sui suoi padrini politici. Il primo? Sandro Frisullo, "pezzo grosso della filiera post-comunista in Salento, a lungo colonnello in Regione di Massimo D'Alema". Sorpresa, non può mancare un riferimento a Silvio Berlusconi: Frisullo, ricorda il Fatto, è "finito in galera in un filone dell'inchiesta su Gianpi Tarantini (quello delle escort per B.), la ministra sarà la prima ad andarlo a trovare ("gli credo: provo dolore puro")". Piccolo dettaglio: "Il nostro finirà poi assolto per quasi tutto". Certo, era talmente fedele a Frisullo e a D'Alema da prendersela anche con il suo attuale leader: "Gli attacchi del sindaco di Firenze a D'Alema ormai assumono caratteri grotteschi", o ancora "l'immagine che ritrae il camper di Renzi che asfalta D'Alema ci dice che è stato superato ogni limite: vergogna!". Era il 2012, oggi è cambiato il mondo. Da dalemiana la Bellanova diventò bersaniana, infine renziana. Travaglio, invece, resta sempre Travaglio.

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