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Coronavirus, l'ipotesi del presidente dei biologi: "Il nostro è un virus padano, non c'entra con la Cina"

Caterina Spinelli
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Il ceppo isolato a Milano di coronavirus per Vincenzo D'Anna, è un "virus padano" che esiste negli animali allevati nelle terre "ultra concimate con i fanghi industriali del Nord". Secondo il presidente dell'Ordine dei biologi italiani esistono due contagi in circolazione nel nostro Paese: il primo - come confermato a Dagospia - cinese, mentre un altro sarebbe locale e sarebbe quello scoperto all'ospedale Sacco di Milano. "Sembra - scende nei dettagli l'esperto - che tale virus sia domestico e non abbia cioè alcunché da spartire con quello cinese proveniente dai pipistrelli". Per D'Anna si tratta infatti di un virus para-influenzale, "senza nessuna nocività mortale se non per la solita parte a rischio della popolazione" e per questo impossibilitato a trasmettersi altrove. "Bisognerebbe parlare alla gente - afferma proprio per la dichiarazione precedente - in maniera meno catastrofica e più pacatamente. Il panico è peggiore della malattia. Cominciamo a chiamare le cose col proprio nome. Lasciamo stare la Cina". Quella del presidente è però un'ipotesi che solo i laboratori potranno confermare o meno. 

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