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Che tempo che fa, il boss del cinema confessa: "Il primo passaggio è sempre Fabio Fazio", ora si capisce tutto

Roberto Alessi
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Enrico Lucherini è il più importante ufficio stampa del cinema italiano. Certo ora, è a riposo, non esce un film con le sale chiuse. Così si sbottona un po'. Ma come funziona oggi il suo lavoro? «L' ufficio stampa dà il tocco finale prima dell' uscita del film: oggi il lavoro segue una logica ben precisa. Di solito, dopo la conferenza stampa, il primo passaggio è quello nel programma di Fabio Fazio, Che tempo che fa, una sorta di ius primae noctis».

Hai capito? Col fatto che il suo pubblico, più intellettualino, che va di più al cinema, si ritrova con la pappa, i grandi attori, pronta, e pure gratis visto che è promozione. «Negli anni Sessanta c' era solo la Rai, i passaggi televisivi degli attori erano molti meno», spiega. Ed era un danno, ovviamente. «No», mi corregge, «Non capisci niente: quello favoriva il mercato del cinema: la gente andava di più in sala. Oggi alcuni film escono direttamente sulle piattaforme. Ma per fortuna i film italiani usciti in sala negli ultimi mesi sono andati molto bene, da La dea fortuna di Ferzan Ozpetek a Pinocchio di Matteo Garrone fino a Gli anni più belli, di Gabriele Muccino, che mi ha emozionato fino a farmi venire i brividi. Trovo che sia il suo film più bello, insieme a L'ultimo bacio».

Tra gli attori dei giorni nostri chi apprezza maggiormente? «Pierfrancesco Favino. È bravissimo: l' ho apprezzato ne Il traditore di Marco Bellocchio e in Hammamet, dove vestiva i panni di Bettino Craxi. Lui era nel cast de L' ultimo bacio, dove c' era anche Stefano Accorsi, che migliora sempre. È uno dei più bravi. Mi piace anche Claudio Santamaria: ai tempi de L'ultimo bacio non era tra i più bravi, ma dopo aver interpretato Rino Gaetano ha fatto un salto di qualità e oggi è uno tra gli attori più interessanti». E tra le attrici? Lucherini cambia espressione. «Amo Micaela Ramazzotti. Ne Gli anni più belli è stata meravigliosa». E le altre? «Sono tutte uguali: vanno dal chirurgo. Ma puoi andare anche dal più bravo, ma se ti pompi non reggi più il primo piano». Se poi non sai recitare, è la fine.

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