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Franco Bechis, lo sfogo contro gli scienziati del Cts: "Dopo il ballo delle mascherine andate a quel paese"

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“Questi scienziati trattano gli italiani come un popolo di citrulli, che deve bersi apoditticamente qualsiasi loro raccomandazione, anche se è quella esattamente opposta al giorno prima”. Così Franco Bechis si è espresso riguardo alla raccomandazione continua degli esperti sulle mascherine. “A marzo giuravano che non servivano a nulla per chi non era contagiato dal virus - ha attaccato il direttore de Il Tempo - anzi che erano pure dannose perché facevano abbassare la guardia su altri comportamenti più utili contro il coronavirus. Parola di Oms, Iss e Comitato tecnico scientifico che assiste il governo italiano. Ora le hanno imposte a tutti senza spiegare la ragione: se erano inutili, perché ora sono diventate utilissime?”.

Poi Bechis ha portato un esempio freschissimo che riguarda le attività commerciali: “Sono o non sono stati i membri del Cts ad avere imposto i protocolli di sicurezza con cui riaprire a maggio? Tutti, ristoranti, bar, pub, centri estetici, barbieri, palestre e parrucchieri li hanno messi in pratica pur di non chiudere. E ora ci dicono che quelle loro regole di sicurezza non erano sicure, e che si sono sbagliati?”. Il premier Giuseppe Conte sembra però orientato su una mini-stretta che non accolta tutte le richieste degli esperti: “Per fortuna il governo sembra ascoltare meno queste trottoline della pseudo scienza - ha commentato Bechis - ma sarebbe forse venuto il momento di mandare a quel paese gli scienziati di questo paese, no?”. 

 

 

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