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L'aria che tira, Matteo Bassetti e l'errore imperdonabile sul vaccino in ritardo: "Lo ha dovuto dire Draghi"

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Matteo Bassetti è stato ospite di Myrta Merlino nella puntata di lunedì 22 febbraio de L’aria che tira, andata in onda su La7. L’infettivologo del San Martino di Genova ha offerto il suo punto di vista sulla campagna di vaccinazione che procede ancora troppo a rilento in Italia, dove non si arriva a somministrare 500mila dosi a settimana. “Un mese fa eravamo primi in Europa, tolta ovviamente l’Inghilterra”, ha esordito Bassetti che poi ha aggiunto: “Siamo partiti bene ma non stiamo dando seguito, abbiamo sbagliato troppe cose. Lo abbiamo detto dal primo giorno che le primule erano inutili, ci sono voluti due mesi per capirlo, l’ha dovuto dire il presidente Mario Draghi”. 

 

 

La ricetta di Bassetti è semplice: “Bisogna portare i vaccini ovunque, non nelle primule che sono un’idea che non porta da nessuna parte. Bisogna avere una potenza di fuoco straordinaria, dobbiamo arrivare a fare almeno 350mila vaccinazioni al giorno, è questo il minimo a cui arrivare al primo di aprile. Gli inglesi hanno avuto la variante ma l’hanno combattuta con i vaccini (sono a oltre 17.5 milioni), noi dobbiamo correre perché stiamo ancora passeggiando”. 

 

 

Infine Bassetti ha voluto fare una precisazione sul modello inglese e sulle polemiche nate sul vaccino di AstraZeneca: “Io lo dico da oltre un mese, è stato sbagliato dire che quel siero andava bene per gente con meno di 55 anni. Non è il paziente che deve scegliere ma il medico, invece in Italia è arrivato il messaggio che AstraZeneca è di serie B rispetto a Pfizer e Moderna. Non è mica la gente che decide quale vaccino fare. Se il sistema sanitario e chi decide fa confusione, come avvenuto nel nostro caso, poi il cittadino non ha più fiducia nelle istituzioni”. 

 

 

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