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Gianluigi Paragone, sospetto su Mario Draghi: "Niente stipendio da premier per non far conoscere tutta la verità?"

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Un premier a costo zero. Mario Draghi non percepisce un solo euro nel suo ruolo di presidente del Consiglio. La cifra, apparsa sul sito della presidenza che riporta la dichiarazione dei redditi, ha sollevato le critiche di Gianluigi Paragone. Dalle colonne del Tempo il leader di Italexit lo definisce "un pessimo segnale sotto ogni punto di vista". Il motivo? Oltre alla "mortificazione del lavoro", Draghi "sta battendo la strada della compressione di un diritto che proprio il mondo che ben lo ha retribuito negli anni - la finanza - sta intaccando". Ma le accuse di Paragone sono ben più numerose. Per l'ex Cinque Stelle il premier starebbe offendendo il senso delle istituzioni: "Lavorare nel governo non è degno di un valore?". In sostanza, a detta di Paragone, "si tratta della peggior retorica anti casta di cui francamente si sta perdendo la misura".

 

 

La domanda del fu grillino è chiara: "Perché non dovrei pagare un presidente del Consiglio nelle sue funzioni quando quel presidente del Consiglio ha il potere di intervenire su questioni delicate? In altre parole: se Draghi rinuncia allo stipendio da premier è perché è sazio di quanto ha avuto precedentemente, quando lavorava nella finanza e per la finanza? Oppure cerca una specie di operazione simpatia per non far conoscere tutta la verità di quando veniva pagato - all'estero, se non ricordo male... - in Goldman Sachs?".

 

 

Paragone punta dunque il dito contro "la retorica barbona della politica a prezzi di saldo o addirittura gratis". Quest'ultima - a suo dire - "è il miglior asso nella manica dell'establishment e delle élite". I sospetti però sono ben più pesanti. Paragone arriva addirittura a ipotizzare che il premier stia giocando "la carta propagandistica 'zero stipendio' così da cancellare certe scelte". Una a caso? "Il vantaggio fiscale per l'acquirente di Mps".

 

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