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Toni Capuozzo, il dubbio di Alberto Contri: "Perché non si può pensare che Zelensky costruisca storie?"

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"Le guerre sono anche guerre di comunicazione". Alberto Contri, docente di comunicazione sociale, interviene ai microfoni de L'aria che tira prendendo le difese di chi come Toni Capuozzo solleva qualche dubbio. "Quello che mi infastidisce - spiega sull'Ucraina a Myrta Merlino su La7 -, il fatto che non si può supporre che Zelensky possa costruire qualche storia pure lui. Per otto anni nel Donbass hanno massacrato donne e bambini, se hanno fatto quello perché non possono aver fatto altro". A quel punto la conduttrice lo interrompe, scatenando l'ira del docente: "No, mi scusi, mi lasci dire almeno una frase intera. Siamo tutti d'accordo che Putin è l'invasore e che le atrocità arrivano da entrambe le parti".

 

 

Per Contri però ci sono parecchie "cose che non vengono raccontate". Tra queste ci sarebbe la fabbrica di Azovstal. "Lì dentro - prosegue - ci sono persone che non possono uscire e consiglieri della Nato che sono andati sicuramente ad esportare la democrazia". E ancora: "Perché non parlate del computer di Hunter Biden, che contiene documenti sui rapporti con la Clinton e con l'Ucraina. Si scopre che quello che ha mosso Putin sono tutti i laboratori di bioterrorismo che stanno in Ucraina".

 

 

Infine il docente torna a ribadire: "Si dà per scontato che sia impossibile che si costruiscano delle scene apposite, ma sia Giorgio Bianchi che Toni Capuozzo hanno sollevato dei dubbi. Giletti, contro Capuozzo, ha definito come risolutiva la foto dal satellite di Google, ma sapete che Google è nato dall'esercito americano e ha rapporti con questo? Ma come facciamo a fidarci?", conclude lasciando però la Merlino senza parole.

 

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