Cerca
Logo
Cerca
+

Sergej Lavrov su Rete 4? "Come è stato possibile": indiscrezioni, pare che Silvio Berlusconi...

  • a
  • a
  • a

Le parole di Sergej Lavrov continuano a far discutere. Il ministro degli Esteri russo ha paragonato, ospite di Zona Bianca su Rete 4, Volodymyr Zelensky a Hitler perché anche il dittatore nazista a suo dire avrebbe vantato origini ebraiche. Ciò che più fa parlare è però il motivo per cui il programma condotto da Giuseppe Brindisi abbia voluto intervistare Lavrov, nonostante sia un fedelissimo di Vladimir Putin. Così è Dagospia a domandarsi e rispondersi sul come abbia fatto Mediaset a raggiungere uno dei più importanti uomini politici di Mosca. "Basta domandarsi - si legge sul sito di Roberto D'Agostino - chi è il patron di Mediaset (Silvio Berlusconi) e il suo decennale rapporto politico e di affari con Putin".

 

 

Una scelta, quella di invitare il ministro russo, che scatenato Enrico Letta. "Buon lavoro, Ministro Lavrov. L’abisso - interviene il segretario del Partito democratico su Twitter -. Ma quel che è più grave è che la vicenda dello spot da propaganda di guerra anti Ucraina stia passando, con solo pochi scossoni. Siamo così pochi a pensare che non sia possibile, né accettabile? E che sia un’onta per l’Italia intera? Rete quattro".

 

 

Immediata la replica della rete, che si difende: "Le deliranti e affermazioni del ministro degli esteri russo Lavrov a Zona Bianca rivestono particolare importanza perché confermano chiaramente la mancanza di volontà da parte di Putin di arrivare ad una soluzione diplomatica della guerra dei russi contro l’Ucraina. E comunque la si pensi, oggi sappiamo qualcosa in più della Russia e di chi la governa". Dalla parte di Brindisi anche la Lega: "Un conto è criticare, duramente e giustamente, le dichiarazioni di un ministro straniero come Lavrov — spiegano fonti del Carroccio —. Altro conto è invece attaccare una grande e libera televisione nazionale, e con lei migliaia di giornalisti e professionisti. La censura non ci piace e va combattuta all’estero, men che meno è auspicabile e augurabile in Italia". Affermazioni a cui si uniscono le parole di Daniela Santanché. "Chiunque abbia visto l’intervista di ieri sera su Rete4 ha compreso perché consideriamo inviolabile il principio della libertà di stampa e di parola - prosegue la senatrice di FdI - che in Italia è un diritto sancito dalla Costituzione: nessuna argomentazione può giustificare l’ingiustificabile. E per questo non condivido e non capisco gli attacchi a Mediaset e alla trasmissione Zona bianca mossi oggi dal Pd e dalla sinistra, che ancora una volta invocano la censura". Eppura la polemica non è destinata a finire qui. 

 

Dai blog