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Tagadà, Caracciolo da incubo: "Pace impossibile. Cosa accadrà tra 2 mesi"

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"I russi sono in grande difficoltà e gli ucraini hanno un morale molto alto". Parola di Lucio Caracciolo che ospite di Tagadà su La7 non vede "alcun cambiamento, il fronte è sempre quello". Qualcosa però in fatto di dialogo per il direttore della rivista di geopolitica Limes si muove: "Russi e ucraini hanno negoziato di tutto, dialogano. Così come americani e russi, più alzano la voce, più significa che parlano".

 

 

Eppure gli ostacoli non mancano. A suo dire un grande problema c'è eccome: "Nessuno vede una via d'uscita, quindi bisogna arrendersi alla realtà: una pace oggi non è possibile". Spiragli si potrebbero vedere in inverno, "tra uno o due mesi quando il freddo rallenterà i combattimenti". Prima si potrebbero addirittura verificare delle escalation: "In questa fase - conferma ai microfoni di Tiziana Panella - il conflitto potrebbe diventare più acuto".

 

 

Cruciale dunque la primavera prossima. Secondo Caracciolo sarà allora che "la guerra avrà una svolta: o uno stallo o una delle due parti vincerà". E se quella parte non fosse Mosca, "l'uso di armi non convenzionali, dall'atomica a quella chimica, non è da escludere". Le conseguenze del contesto avranno ripercussioni anche sull'Italia. Giorni fa Caracciolo profetizzava "l'inverno più duro della storia recente". Tra crisi economica ed energetica e guerra, il nuovo governo "sarà costretto a chiedere agli italiani sacrifici senza precedenti dovrà risultare credibile al Paese". Il motivo è chiaro: "Vladimir Putin non si arrenderà, non si suiciderà". Anzi, più ci saranno sanzioni, più si vendicherà.

 

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