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Rai, sparata di Saviano contro il governo: "Passare sul cadavere di chiunque"

 Roberto Saviano

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Rieccolo, Roberto Saviano. Il suo lamento mancava da un po’, e non ne sentivamo la mancanza. L’astinenza però è finita. Il piagnisteo è tornato. Lacrime miste ad accuse, come sempre. «La Rai è stata svuotata», ha scritto su “X” (il nuovo Twitter).

«Tutti gli spazi pubblici, anche quelli gestiti in maniera virtuosa, stanno subendo lo stesso destino perché sono solo caselle da liberare per l’amico o il parente da accontentare e ripagare per il sostegno. Hanno rimosso dalla direzione del Centro del libro Marino Sinibaldi che è la storia del libro in Italia, che è sinonimo di letteratura libera, aperta a tutti, democratica. Hanno cancellato dai palinsesti Rai “Alla scoperta del ramo d’oro” di Edoardo Camurri», ha continuato, «una trasmissione interessantissima, il cui pubblico è composto da persone curiose che hanno voglia di ampliare le proprie conoscenze».

 

 

Ma il peggio deve ancora venire. Eccolo: «“Amichettismo” è stare al governo e presentarsi come la parte debole che, per farcela, deve passare sul cadavere di chiunque, proprio come sta facendo questo governo e come, con queste modalità in democrazia, non era mai accaduto prima. Amichettismo è piazzare in ruoli chiave i propri amici che sono per lo più incompetenti, imbarazzanti e inadatti al ruolo. Da sorella a cognato, da Sgarbi a Delmastro, da Santanchè a La Russa, da Pozzolo a Bignami... e mi fermo per pietà». Sì, per favore Saviano: pietà. 

 

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