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Italo Bocchino, squadristi rossi in azione: urla, insulti e striscioni

venerdì 11 luglio 2025
Italo Bocchino, squadristi rossi in azione: urla, insulti e striscioni

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Anche Italo Bocchino è finito nel mirino dei pro-Palestina. È accaduto durante il festival del Libro Possibile di Polignano a Mare. Qua, sotto al palco, si erano assembrati contestatori di sinistra e pro Pal, con tanto di cartelli contro il governo di Giorgia Meloni. Tra questi quello che recitava: "Governo Meloni colpevole di genocidio".

Ma non è finita qui. A scatenare urla e schiamazzi, il plauso del direttore editoriale del Secolo d'Italia al premier. Come già detto nei giorni scorsi, Bocchino ha definito il governo Meloni "il migliore rispetto ai precedenti" per poi ribadire: "Meloni sarebbe da proporre per il Nobel per l’economia". Nonostante gli attacchi gratuiti, il giornalista non si è fatto intimidire e ha ripreso la parola. "La colpa più grave è non dire con chiarezza i danni che ha fatto la sinistra al Paese - ha tuonato -. Oggi c'è Tajani come ministro degli Esteri, prima c'era un bibitaro".

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E ancora: la sinistra "aveva portato l'Italia allo squallore istituzionale, ora è stata riportata la dignità delle istituzioni, e più voi protestate più prende voti la destra". Infine, in riferimento alla leader del Pd Elly Schlein, ha concluso: "Non c'è una proposta alternativa della sinistra. La politica della Schlein è ballare al Gay Pride, inaugurare il murale dedicato a Michela Murgia... ma chi se ne frega della Murgia, agli italiani serve altro". Un attacco quello dei pro-Pal contro Bocchino, che segue il presidio sotto la sede di Libero. Nella giornata di giovedì "Cambiare Rotta" e Potere al Popolo si sono piazzati sotto la redazione. Salvo poi, all'ora di pranzo, levare le tende e andare a mangiare.

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