Ha confermato quei presunti abusi e il «ricatto sessuale», che dice di aver subito nell’aprile 2021 da Alfonso Signorini, l’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno, sentito ieri per quasi tre ore come testimone in Procura a Milano. Violenze che il conduttore e giornalista Mediaset ha sempre respinto. La Procura, diretta da Marcello Viola, e coi pm Letizia Mannella, a capo del pool “fasce deboli”, e Alessandro Gobbis, sta raccogliendo tutte le versioni nei due fascicoli che vedono, da un lato, Fabrizio Corona indagato per revenge porn, e dall’altro, Medugno come presunta “parte offesa” nella querela contro Signorini. Gli inquirenti puntano anche ad accertare se episodi di favori sessuali in cambio di ingressi in programmi tv si siano verificati o meno anche in altre trasmissioni, partendo sempre da «fonti aperte», ossia da altri attacchi di Corona nell’ambito del suo format web Falsissimo.
«Non sono io a dover dire se esiste un sistema, io penso a quello che ho subito e che ho raccontato, ho detto tutta la verità e sono molto fiducioso nella magistratura», ha spiegato Medugno. A chi gli ha chiesto se altri denunceranno, il modello ha risposto: «Credo che non rimarrò solo». Da quanto filtra, il 27enne ha messo a verbale che Signorini cinque anni fa gli avrebbe fatto capire che «se mi fossi concesso, sarei entrato nella casa» nell’edizione 2021-2022. Lui avrebbe detto no e sarebbe stato messo alla porta. Sarebbe riuscito a entrare, poi, in quell’edizione del Gf Vip 6 solo «da ripescato» a programma in corso. «Sono stato sempre nominato, ossia candidato all’uscita, e poi salvato dal pubblico e sono uscito prima della finale», ha raccontato ancora Medugno. Avrebbe inoltre detto di aver saputo che anche in altri casi ci sarebbe stato un meccanismo di ricatti e favori, ma non ha fatto nomi di altre possibili vittime. Signorini, davanti ai pm, ha negato tutta la ricostruzione contenuta nella querela, chiarendo, invece, di aver agito in tutta la sua carriera sempre con professionalità e correttezza.
È convinto, anzi, di essere vittima di una violenta campagna di «calunnie» portata avanti principalmente da Fabrzio Corona. Intanto, dagli accertamenti risulta che sarebbe stato Alessandro Pi scopo, ex manager di Medugno, a consegnare all’ex agente fotografico chat e immagini dei dialoghi tra il modello e Signorini. Piscopo potrebbe essere sentito e la sua posizione è al vaglio. Medugno avrebbe scoperto di essere finito «nella bufera mediatica» dopo la prima puntata di Corona, ma poi avrebbe deciso di concedergli un’intervista nel suo programma (ieri l’ex re dei paparazzi lo ha aspettato fuori dal Tribunale) e di denunciare, assistito dai legali Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella. «Non sono pentito per aver aspettato tanti anni - ha spiegato Medugno -, il problema è che avevo rimosso, è servito del tempo». Sul caso pesa il fatto che la querela per violenza è tardiva (si può fare entro un anno), ma l’altro reato connesso, in teoria, è procedibile d’ufficio.




