"Sento parlare di cultura dell'integrazione o dell'inclusione, che bisogna insegnare... Certamente, sono cose che devono essere affidate alla famiglia. Ma qui ci vuole la cultura della repressione!": a dirlo Giuseppe Cruciani nello studio di Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio su Rete 4. Al centro del dibattito l'omicidio di un 18enne a scuola a La Spezia da parte di un coetaneo.
"Io credo che alla base di tutto quello che avviene ci sia il fatto che questi giovani, ma anche i meno giovani, abbiano ben chiaro che non ci sono leggi che li puniscono severamente - ha proseguito il conduttore de La Zanzara su Radio24 -. Altro che cultura dell'inclusione, ci deve essere la mano pesante dello Stato quando si commettono i delitti e credo che i giovani abbiano di fronte soprattutto un'idea dell'impunità, che lo Stato in fin dei conti non sia poi così severo".
Contrario a questa tesi Matteo Pucciarelli, firma di Repubblica: "Non sono d'accordo sulla cultura della repressione! Anche perché in questi anni nelle carceri minorili sono raddoppiati i minori che sono reclusi lì. Le nostre carceri scoppiano. Il problema non è la repressione ma l'educazione, io credo, e la prevenzione. Parlando con degli amici, penso che ognuno di noi conosce degli insegnanti, mi raccontano che fuori dalle scuole uno dei principali motivi di risse e violenze tra ragazzi di tutte le etnie è sempre uno solo, ovvero il possesso della donna. È un tema trasversale su cui dovremmo fare una riflessione. Come si affronta questo problema? Attraverso l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Le donne non sono un oggetto".
"Qui ci vuole la cultura della repressione!"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) January 22, 2026
Giuseppe Cruciani a #drittoerovescio sul tema della violenza giovanile e dei coltelli in mano ai ragazzi pic.twitter.com/5UrLfYHblH




