"No, assolutamente no, non le vorrei in carcere". Giorgio Cremaschi, incalzato sui 15 che sabato a Torino accerchiavano il poliziotto poi preso a calci e pugni, risponde così. Ospite di Quarta Repubblica in onda lunedì 2 febbraio su Rete 4, per il sindacalista "sarà la magistratura a decidere". E ancora: "Ho visto che il presidente del Consiglio ha fatto la prescrizione alla magistratura dicendo che deve incriminarli per tentato omicidio - risponde Cremaschi -. Devo dire che penso che sarà la magistratura a decidere. Meloni si è portata avanti col lavoro: il referendum sul sì non è ancora vinto, quindi lei non può ancora disporre come vorrebbe della magistratura".
Parole che lasciano di sasso Andrea Ruggieri: "Lei concorre a creare un clima politico su cui si poggiano le azioni dei violenti camuffate da impegno politico". In questo paese c'è una cultura anti forze dell'ordine, identificabile in una certa sinistra". Intanto la procura di Torino ha formalizzato l'apertura di un procedimento per devastazione in merito agli scontri avvenuti in città il 31 gennaio al termine della manifestazione pro Askatasuna.
Al momento l'ipotesi di reato è a carico di ignoti. Per i singoli episodi elencati nell'informativa inviata dalla Digos ci sono state invece 24 iscrizioni nel registro degli indagati. Tre altri dimostranti, uno dei quali individuato nel gruppo che ha aggredito un poliziotto, sono stati arrestati in flagranza e stanno attendendo in carcere l'esito dell'udienza di convalida.
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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) February 2, 2026




