Ci risiamo. I democratici si dimostrano ancora tali mettendo a tacere chi non la pensa come loro. A Torino si è verificato l’ennesimo episodio di intolleranza politica nei confronti di giovani appartenenti ad aree politiche di destra, ma si sa che gli intolleranti, invece, sono sempre loro. Questa volta il pluralismo e la libertà di parola sono stati salvaguardati davanti al liceo classico Cavour, dove alcuni militanti sabato mattina erano impegnati in una regolare attività di volantinaggio (contro i “maranza”).
I FATTI
È accaduto che dopo pochi un professore dell’istituto, manifestando aperta contrarietà per ragioni di schieramento politico, ha iniziato a contestare l’iniziativa, rivolgendo frasi provocatorie e denigratorie nei confronti dei presenti e criticando persino la presenza delle forze dell’ordine, che sono dovute intervenire a tutela del regolare svolgimento dell’attività. «La patria è l’ultimo rifugio delle canaglie!», ha detto il docente rivolgendosi ai ragazzi. E ancora: «Io dico ai miei studenti che non devono chiacchierare con voi. L’episodio è di una certa gravità perché a essere coinvolto è chi dovrebbe ricoprire un ruolo educativo e di garanzia del pluralismo e del rispetto delle idee. Il professore ci ha tenuto a dare sfoggio all’intero suo repertorio (ma non escludiamo che abbia tenuto dell’altro in archivio). I giovani, colpevoli di portare avanti la propria attività politica sul territorio, si sono sentiti dire: «La delazione è nel vostro Dna, c’è poco da fare. Delatori nell’anima», ha proseguito l’insegnante, additando i militanti di destra come «servi con le spalle coperte». I ragazzi di Gioventù Nazionale non si sono fatti intimidire e hanno proseguito il volantinaggio contro la “cultura maranza”.
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«Quanto accaduto questa mattina davanti al liceo Cavour è inaccettabile», questa la dichiarazione delle sezione “D’Annunzio” di Gioventù Nazionale a Torino. «I nostri ragazzi stavano svolgendo un’attività lecita e democratica, nel pieno rispetto delle regole. Non è tollerabile che un docente, anziché promuovere il confronto e il pluralismo, scelga di assumere un atteggiamento ostile e provocatorio verso dei giovani impegnati politicamente. Le scuole non sono proprietà ideologiche di qualcuno», prosegue il comunicato stampa, «ma luoghi di formazione, crescita e confronto. Continueremo a essere presenti davanti agli istituti torinesi per portare le nostre idee e le nostre proposte tra i giovani, senza farci intimidire». È intervenuto anche il consigliere comunale di Torino di Fdi, Raffaele Marascio: «Il docente di quel liceo ha rivolto frasi denigratorie e provocatorie nei confronti dei presenti, criticando persino la presenza delle forze dell’ordine, intervenute esclusivamente a tutela del regolare svolgimento dell’attività».




