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Nicola Gratteri diventa un personaggio Disney

Dimenticate Montalbano, Catarella e l’ispettore Zenigata del cartone Lupin. Dal 20 maggio su Disney+ arriva roba seria
di Brunella Bolloligiovedì 23 aprile 2026
Nicola Gratteri diventa un personaggio Disney

3' di lettura

Dimenticate Montalbano, Catarella e l’ispettore Zenigata del cartone Lupin. Scordatevi le serie tratte da romanzi ambientati in posti immaginari e il ladro rubacuori che beffa la polizia. Dal 20 maggio su Disney+ arriva roba seria: un nuovo supereroe che combatte la mafia vera, scrive libri e va pure spesso in televisione a dare lezioni di legalità perché, parole sue, con la tv «la verità arriva a milioni di persone e il potere la teme». Il competitor di Superman non è un personaggio di fantasia, bensì Nicola Gratteri in carne ed ossa, non ha la tuta blu attillata di Clark Kent e il suo mantello è la toga, ma è nera e non rossa come il colore preferito dei suoi colleghi di Magistratura democratica.

Tra Gratteri e le cosiddette toghe rosse il rapporto è controverso: in teoria il procuratore capo di Napoli dovrebbe essere il loro frontman, in pratica è così mediatico che a un certo punto temevano perfino di perdere il referendum sulla separazione delle carriere, invece poi l’hanno vinto e a Napoli hanno pure applaudito e cantato Bella ciao. Chissà cosa diranno adesso i puristi della giustizia nel sapere che il paladino della lotta alla criminalità debutta da protagonista assoluto in una docuserie in quattro puntate che lo consacrerà come star del bene che trionfa sul male. Una sorta di celebrazione in vita come mai era avvenuto prima sulla piattaforma di streaming che riunisce gli universi Disney, Pixar, Marvel, National Geographic, quindi il magico mondo dei fumetti con Pippo, Pluto e Topolino, accanto agli Avengers e a Thor. Un canale che prima di scoprire il giudice calabrese aveva santificato come personaggio italiano solo Raffaella Carrà: ma era nel 2023 e la Raffa nazionale era morta da due anni.

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Gratteri non canta, non balla il Tuca tuca, non ha contato i fagioli né condotto Sanremo, però è stato titolare di una caterva di inchieste lanciate in pompa magna sebbene non tutte andate a buon fine. Il suo “metodo” infatti è contestato: piace molto ai lettori del Fatto, ai grillini e a manettari, che pendono dalle labbra di San Nicola da Gerace e lo vorrebbero dritto in via Arenula (pure a lui non sarebbe dispiaciuto diventare ministro nel 2014), meno agli avvocati dei malcapitati che ha indagato e fatto intercettare per mesi.

Persone sottoposte a gogna mediatica e poi magari assolte. Di costoro, probabilmente, il capo della procura partenopea non parlerà nella serie “World Wide Mafia, ’Ndrangheta” prodotta da Ibc Movie e Sunset Presse, perché tratta «la storia e la battaglia contro la criminalità organizzata» ai tempi in cui era procuratore a Catanzaro, infatti uno dei punti centrali del programma è l’operazione Rinascita-Scott, coordinata da Gratteri nel 2019 e confluita in un maxi-processo con oltre 300 arresti, circa la metà dei quali furono annullati.

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Diretto dal regista Jacques Charmelot, il super pm racconterà le fasi dell’inchiesta, scodellerà atti nuovi e dettagli inediti seduto al centro della scena, come in un perfetto legal drama sul modello dei film americani. Ma qui lui interpreta se stesso, i suoi risultati, la sua vita sotto scorta. E visto che si tratta di un progetto internazionale, disponibile anche negli Stati Uniti su Hulu, c’è da chiedersi quanto sia costato il tutto e quale sarà l’immagine del nostro Paese all’estero. Sul primo punto sappiamo solo che il giudice Gratteri, nuova star dello schermo, non dovrebbe avere ricevuto compensi. Sul resto, toccherà vedere il documentario e casomai attivare il parental control. O, in alternativa, cambiare canale per ritrovarsi al sicuro con Pippo, Pluto e gli originali protagonisti del mondo Disney.

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