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Mario Giuliacci: "Fede mi ha lanciato ma volevo fare il prete. Poi le donne..."

di Daniele Priorilunedì 10 agosto 2026
Mario Giuliacci: "Fede mi ha lanciato ma volevo fare il prete. Poi le donne..."

5' di lettura

Il colonnello Mario Giuliacci, il volto storico del meteo sulle reti Mediaset, all’età di 85 anni ha iniziato una nuova battaglia: quella contro gli haters che lo insultano sulla sua pagina per una previsione sbagliata sulla fine del caldo torrido. Ieri con un post definitivo e solo per iscritto, dopo giorni di dissing a suon di video li ha etichettati come “falsi amici”, avvisandoli con tono minaccioso: «Ho accettato tutti con rispetto, interpretando ogni richiesta di amicizia come un segno di stima. Ma chi viene qui soltanto per offendermi non è un amico. Da oggi ogni insulto sarà documentato. Nei casi più gravi procederò nelle sedi opportune, anche ai sensi dell’articolo 595 del Codice Penale (il reato di diffamazione ndr)».

Colonnello, in questa Terza Repubblica della meteorologia sono riusciti a farla proprio arrabbiare. Come hanno fatto a farle perdere il suo aplomb tipico?
«Perché ormai siamo circondati da tuttologi e la professionalità è finita sotto i piedi. Almeno dieci persone al giorno mi scrivono che ho sbagliato una previsione prima ancora che si arrivi ai giorni oggetto della previsione stessa...Questo lo riscontro soprattutto nella fascia tra i 30 e i 50 anni. Una arroganza da saccenti che mi dà proprio fastidio».

È più arroganza, ignoranza o ideologia?
«Tutte e tre le cose. È provato che nel mondo occidentale l’ignoranza è aumentata del 70%. Basti pensare al proliferare di teorie antiscientifiche. Poi c’è l’ignoranza ammantata di ideologia propagandata da chi appartiene a una certa parte politica e deve per forza dire peste e corna contro chi, a suo giudizio, non fa abbastanza contro il riscaldamento globale come se la cosa dipendesse solo dall’Italia... Ma del resto qui viviamo anche in un’altra aberrazione che prevede l’ambientalismo schierato tutto solo da una parte. Da cui l’equazione secondo cui chi non appartiene a quella parte, non ami l’ambiente».

Cosa pensa della notizia più ricorrente di questa estate 2026 descritta come la più calda di sempre?
«Un’altra aberrazione, stavolta scientifica. L’estate climatica inizia il 1 giugno e finisce il 31 agosto. Se per caso ora facesse una seconda metà di agosto a 25°, l’estate 2026 non batterebbe nessun record. I bilanci di regola si fanno alla fine. Comunque, volendo fare una graduatoria parziale, tenendo presenti i mesi di giugno e luglio, l’estate 2026 è al quarto/quinto posto. L’estate più calda da inizio Duemila resta quella del 2003. Ma si diffondono queste aberrazioni scientifiche on line per accumulare click... Questo lo scriva tranquillamente».

Quindi se come dice, difendendosi legittimamente, le colpe non sono dei meteorologi...a chi le diamo?
«Ormai facciamo previsioni a otto giorni di una precisione assoluta e a quindici giorni con una perizia comunque scientifica e centinaia di previsioni a sostegno che arrivano dai centri europei, statunitensi e ora anche dall’Intelligenza Artificiale. Io per fare una previsione a 15 giorni lavoro almeno 4/5 ore...Semmai è la politica europea a mancare di competenze...».

In che senso?
«Il Consiglio Ambiente dell’Europa è formato da 92 Membri. Ci sono solo sei ingegneri, tutti gli altri sono portaborse o politici, ci fosse un fisico... Eppure l’atmosfera al 90% obbedisce alle leggi della fisica, e quindi anche il clima obbedisce alle leggi della fisica, almeno un fisico direi che ci vorrebbe...Non trova?».

Senta, colonnello, ci racconti come lei ha scelto di diventare meteorologo...
«È stata la vita ad aiutarmi a fare scelte che inizialmente mai avrei fatto. Si figuri che io vengo dal liceo classico che avevo frequentato in seminario...».

Aveva davvero la vocazione per diventare sacerdote?
«Fino a un certo momento credo di sì... Poi in terza liceo mi sono accorto che più di Dio mi piacevano le donne (Ride) però devo molto a quel percorso. Anche se poi, a fine liceo, quando io stavo per iscrivermi a Medicina a Perugia, mio padre mi convinse a iscrivermi a Fisica, dopo aver parlato con il preside di un liceo scientifico e mi iscrissi a Roma, alla Sapienza dove ho studiato con il professor Edoardo Amaldi, un allievo di Enrico Fermi. Finché un mio amico mi convinse a seguire un corso di Fisica dell’atmosfera tenuto dal capo del servizio meteorologico dell’Aeronautica, mi appassionai all’argomento. Mi piaceva anche l’idea di stare in divisa, così ho fatto il concorso come ufficiale fisico, meteorologo, l’ho vinto e sono entrato in Aeronautica come fisico dell’atmosfera. Dopo un periodo da pendolare tra Roma e Milano mi affidarono dal 1983 al 1990 il centro meteorologico regionale della Lombardia, il più importante del nord Italia. Avevo 80 persone sotto che trattavo un po’ come figli...Tutto questo fino al 1990 quando ottenni i gradi di colonnello e sarei dovuto tornare a Roma ma rifiutai e iniziai a lavorare privatamente...».

Ovvero è iniziata la sua carriera televisiva...
«Quella è iniziata con Emilio Fede quando lavorava a Rete A. Gli fornivamo le previsioni dall’Osservatorio meteorologico di Brera Duomo che si trovava proprio su piazza Duomo ed era stato creato da un mio amico. Durò fino al 1994 quando poi fallì e io entrai in contatto con la Epson al quale già mandavo le previsioni che leggevano su Canale 5».

Così è iniziata la sua avventura a Mediaset...
«Esattamente. Ma non solo. Nel Centro Epson Meteo che c’è tutt’oggi a Cinisello Balsamo tirai dentro i migliori che avevo a partire da mio figlio che la mattina accendeva i computer, a Paolo Corazon e altri. Feci valere i miei 25 anni di insegnamento prima alla Statale poi alla Bicocca».

Chi fu a battezzarlo televisivamente?
«Ancora Emilio Fede che mi fece fare i primi quattro minuti in diretta. Capii che lì mi stavo giocando molto...».

E invece vinse lei che è diventato un personaggio ad esempio con il suo “buonasera”...
«Quello voleva essere una sorta di inchino che veniva dalla mia tradizione umbra, francescana. Solo che non potendo fare un inchino in avanti mi inventai quel ‘buonasera’ sbilenco con un inchino laterale che mi fruttò un tapiro d’oro. Invece l’altro tic, quello della biro, su cui mi prese di nuovo in giro Antonio Ricci, lo inventai pensando proprio a Striscia la notizia...».

Da meteorologo in cosa ha cambiato le previsioni del tempo il suo modo di farle in tv?
«Anzitutto nel lessico. Inventai lo Stupidario del meteorologo con un decalogo di espressioni da non utilizzare mai come “generalmente nuvoloso” oppure “precipitazioni sparse”. Le precipitazioni sono la pioggia o la neve. Basta dire: piove o nevica...

” L’ultima novità di meteogiuliacci.it è l’arrivo di una meteorina. Come mai?
«Sì, Elisa, una ragazza dolcissima e empatica che ha portato i video di meteogiuliacci da 300mila a 500mila visualizzazioni. E pensare che io da Mediaset sono stato mandato via, legittimamente, proprio perché mi trovai in disaccordo sull’utilizzo delle meteorine... (Sorride)».

Senta ma dopo suo figlio anche qualche suo nipote continuerà la stirpe di Giuliacci meteorologi?
«Può darsi che i figli di Andrea possano seguire le orme del padre...A volte ci si appassiona sentendo parlare in casa dell’argomento».

A Ferragosto che tempo farà?
«Sarà ancora un caldo boia su tutta l’Italia, ma tra il 16 e il 17 sembra che arrivi questa perturbazione che potrebbe essere l’ammazza-anticiclone. Speriamo. Anche se ormai, con le temperature dei mari così alte, anche tutto il mese di settembre si può considerare pienamente estivo...».