Il Sud Italia come il Marocco? L’anatema lo lancia il colonnello Mario Giuliacci, che lancia un avvertimento sul futuro del clima e sui nuovi scenari che attendono soprattutto il meridione. Il caldo africano continua, infatti, a tenere l’Italia nella sua morsa e anche le previsioni rischiano di diventare una corsa contro il tempo. Il quadro, secondo il meteorologo, sarebbe più preoccupante del previsto.
I modelli previsionali, infatti, avrebbero “tradito” le aspettative.
Sostiene il meteorologo: “Noi usiamo modelli matematici e, se sbagliano loro, possiamo essere smentiti dai fatti. Come se Valentino Rossi si fermasse in pista, perché la moto è andata in tilt. Avevamo ipotizzato un'attenuazione tra l'8 e il 12 agosto, ma la previsione è saltata”. Le temperature elevate e la persistenza dell’anticiclone africano stanno rendendo più complicato individuare con precisione la fine dell’ondata di calore. Il problema, spiega Giuliacci, non riguarda soltanto l’estate in corso, ma una tendenza destinata a ripetersi: “Parliamo di anticicloni di blocco, detti ‘a omega’ per via della loro forma, che ostacolano il normale passaggio delle perturbazioni atlantiche. Trent'anni fa dominava più spesso l'anticiclone delle Azzorre; oggi quello africano riesce a espandersi e a resistere molto più a lungo sull'Italia.
Meteo, le clamorose scuse di Giuliacci: "Perdonatemi, qualcosa è andato storto"
Mario Giuliacci si scusa con coloro che avevano ascoltato le sue previsioni del tempo. In un video pubblicato sul suo ac...Il riscaldamento globale rende queste strutture più persistenti. All'interno dell'anticiclone l'aria scende, si comprime e si riscalda, limitando la formazione dei temporali e trattenendo molta umidità nei bassi strati. Per questo il caldo diventa afoso e il nostro organismo fatica a raffreddarsi. Dal 2020 a oggi stiamo vivendo una sequenza record: questo 2026 si candida a essere tra gli anni più caldi di sempre”. Il Mezzogiorno italiano è l’area indicata come quella più esposta. Il rischio è che alcune zone possano avvicinarsi sempre di più a condizioni climatiche simili a quelle del Nord Africa: “Al Nord le temperature scenderanno di qualche grado, attestandosi intorno ai 32-33 gradi. Al Centro-Sud, invece, resteranno oltre i 35 gradi e bisognerà aspettare ancora per una vera tregua”. Uno scenario che porta con sé interrogativi sul futuro e sulla capacità dei territori di adattarsi a temperature sempre più estreme. Giuliacci aveva già spiegato nei giorni scorsi che il ritorno dell’anticiclone africano avrebbe riportato valori superiori alla media, con punte vicine ai 40 gradi in diverse aree del Paese.
La domanda che tutti si pongono resta sempre la stessa: quando finirà il caldo? Ma proprio su questo punto il meteorologo invita alla prudenza. Le proiezioni cambiano rapidamente e la data della svolta può essere spostata dai nuovi aggiornamenti dei modelli. A preoccupare non è soltanto il presente, ma ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni. Spiega Giuliacci: “Se non ricorreremo all'energia nucleare di quarta generazione e non azzereremo i combustibili fossili, dimentichiamoci il clima mediterraneo: il Sud Italia rischia concretamente di assumere il clima del Marocco. Non siamo ancora al punto di non ritorno. È come una pallina spinta su un dosso: finché non supera la cima possiamo ancora fermarla. Ma se continua a salire, tornare indietro diventerà impossibile”.




