Francesca Pascale ci scherza un po’ su ma non si meraviglia del silenzio da parte delle femministe e delle associazioni lgbt di sinistra. L’ex compagna di Silvio Berlusconi, oggi coniuga il doppio complicato ruolo di militante di centrodestra e attivista per i diritti delle donne e delle persone lgbt con “I Colori della Libertà” associazione d’area liberale di centrodestra. Il caso Ranucci occupa anche i suoi pensieri.
«Quando gli scandali riguardano qualcuno di loro, tanto le donne quanto le associazioni gay hanno le fette di prosciutto sugli occhi». Il tema, ovviamente, sono le sfumature grigio scuro che stanno prendendo i rapporti tra il conduttore di Report e l’altro sesso ma anche le sue considerazioni sulla comunità lgbt. Temi correlati allo scandalo principale che, però, diventano centrali quando i pensieri in libertà di una figura carismatica come il giornalista di Rai3 coincidono con espressioni come “frocio di merda” all’indirizzo di suoi colleghi.
Francesca, qual è il suo pensiero su questa vicenda sempre più complessa?
«La prima cosa che mi passa per la mente è perché Ranucci, se davvero vuole scendere in politica, non si candida nelle liste del generale Vannacci...».
Vannacci?
«Le sue posizioni su donne e persone lgbt non mi sembrano poi così dissimili...» (Sorride).
Tutto nel silenzio delle associazioni lgbt+ e delle femministe di sinistra. Non le sembra strano?
«No, non mi sembra strano. Continuano ad essere maestri nell’esercizio della doppia morale tipicamente ipocrita della sinistra. Lo fanno su temi come la Palestina, la sicurezza nelle città, l’immigrazione e i rischi che, donne e omosessuali in primis corrono in seguito alla nuova ondata di terrore islamista. In questo senso mi aspetterei che la destra capisca e faccia dei passi per tutelare i cittadini lgbt+ e le donne. Cosa che avviene in molti paesi governati dal centrodestra nel mondo».
Quale può essere una risposta dal basso?
«Come militanti lgbt+ di centrodestra abbiamo presentato una proposta di legge antiomofobia su cui non solo la parte liberale ma anche il presidente del Senato La Russa ha fatto delle aperture. Quanto al resto mi aspetterei che oggi le femministe di destra diano una lezione alle donne di sinistra e tornino a manifestare dicendo, stavolta noi... “Se non ora quando?”.
Quando Ranucci farà un passo indietro...
Qualcosa che oggi, peraltro, salvaguarderebbe la credibilità di un programma importante come Report che penso debba assolutamente andare avanti».
Secondo lei, stando all’ultimissima testimonianza riportata su Il Tempo, Ranucci è anche un “predatore sessuale”?
«Guardi io penso che possa aver sbagliato come sbagliano tanti uomini. Quello che trovo singolare è che, quando gli scandali riguardano loro, si proteggono e così Ranucci con Lavitola è stato ingenuo, con le donne un romanticone. È un doppiopesismo che non sopporto e che, da quando avevo diciotto anni, mi ha portato a scegliere e sostenere sempre il centrodestra. Poi, a proposito di personaggi televisivi mi lasci dire che la Rai potrebbe prendere esempio da Mediaset».
Addirittura?
«Esattamente. Pensi al caso che coinvolse l’ex compagno della premier Meloni. In poche ore per molto meno l’hanno sospeso dalla conduzione e secondo me hanno fatto bene. Però mi chiedo perché a Berlusconi sulle “cene eleganti” Repubblica ha riproposto per anni le undici domande e oggi con Ranucci non si usa lo stesso metro di giudizio? Lui non può trincerarsi dietro “la sua gente”. È un giornalista del servizio pubblico e deve rispondere a tutti gli italiani».
Senta, a proposito degli anni delle “cene eleganti”. Lei Lavitola l’aveva conosciuto di persona?
«Sì e sinceramente non piaceva a nessuno dello staff del presidente. Quelle poche volte che è venuto a Palazzo Grazioli ricordo che tutti eravamo, io compresa, di cattivo umore. Però c’è una differenza.
Berlusconi non lo ha mai annoverato tra i suoi amici. Anzi, alla fine la verità processuale ha detto che nelle sue vere intenzioni c’era la volontà di ricattare il presidente. Motivo per cui è stato condannato».




