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"Sono furibonda, molto furibonda": la lettera inedita della Fallaci dopo l'11/9

di Roberto Tortoramartedì 15 settembre 2026
"Sono furibonda, molto furibonda": la lettera inedita della Fallaci dopo l'11/9

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È da poco caduto il triste anniversario, il venticinquesimo, dell’attentato di Al Qaeda alle Twin Towers di New York e Quarta Repubblica, programma di approfondimento e di attualità di Rete 4, condotto da Nicola Porro, ha deciso di mostrare una lettera inedita di Oriana Fallaci, indirizzata all’avvocato Francesco Brizzi, che restituisce il racconto quasi in presa diretta di una Manhattan sconvolta dalla strage, subito dopo l’attacco. "Credevo d’aver visto tutto, nella mia vita. E invece no". Alla vigilia del ventesimo anniversario della morte della giornalista, emerge così una testimonianza lontana da qualsiasi ricostruzione a posteriori. L’intestazione è essenziale: "New York, the day after". Fallaci descrive una città completamente paralizzata, isolata dall’Europa, con gli aeroporti americani chiusi e i collegamenti bloccati. "La città è paralizzata", scrive. Strade vuote, ponti e tunnel chiusi.

E soprattutto un silenzio irreale: "Ai soliti assordanti rumori, si è sostituito un silenzio da cimitero". A spezzarlo sono soltanto gli aerei militari impegnati nella sorveglianza di Manhattan. La giornalista, che aveva raccontato guerre e conflitti in diverse parti del mondo, mette nero su bianco lo choc davanti a uno scenario mai visto prima: "Io credevo d’aver visto tutto, nella mia vita. E invece no. Questo scenario supera le peggiori previsioni". Nella lettera compaiono anche le immagini che continuano a tormentarla: il secondo aereo che colpisce una delle Torri Gemelle e le persone che si lanciano nel vuoto per sfuggire alle fiamme.

Un trauma che, ammette, colpisce anche una donna abituata alla guerra: "Il trauma è profondo. Anche per un tipo vaccinato come me". Poi il tono torna personale. "Quanto a me, sono isolata. Ammalata nella misura che sa, e furibonda. Molto furibonda". È la fotografia di Fallaci nelle ore successive all’attacco, quando New York è ancora paralizzata e il mondo cerca di capire la portata di ciò che è appena accaduto.