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Napolitano: i ricchi paghino di più

Giorgio Napolitano

Il presidente della Repubblica: e sul sistema privato ci dovrebbero essere più controlli che nel passato

Lucia Esposito
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I cittadini con più reddito dovrebbero dare un contributo maggiore al servizio sanitario pubblico. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo alla presentazione della relazione annuale sullo stato sanitario del paese, al ministero della Salute, lancia un appello per la sanità pubblica e per un diverso sistema di finanziamento: "Bisognerebbe chiedere ai cittadini capaci di maggiore contributo, in ragione della loro capacità effettiva di reddito, di darlo al finanziamento del Servizio sanitario pubblico". Anche perché il nostro Paese è "uno dei più avanzati": "Bisogna non regredire - è l'appello del Capo dello Stato - non abbandonare quella scelta che è un titolo di civiltà per il nostro Paese, ma bisogna intervenire in modo puntuale, con grande attenzione selettiva".  Il sistema privato Da Napolitano anche un monito al sistema sanitario privato: "La sanità privata deve sottostare a regole più severe e controlli più oculati di quanto fatto per lungo tempo".   La relazione, illustrata dal ministro Renato Balduzzi, fotografa uno stato di salute degli italiani complessivamente buono: "I numeri 2011 rispetto al 2010 - ha spiegato Balduzzi - verificano un complessivo buono stato di salut, comparato con quello degli altri paesi europei, che dà speranza per il futuro dell'Italia. Si tratta naturalmente di prestare attenzione non solo ai dati sanitari e dell'organizzazione sanitaria ma anche a tutti gli altri fattori che determinano la salute - ha concluso - quindi problemi ambientali, stili di vita, abitudini alimentari". Alcuni dati: hanno problemi di peso, fino alla vera e propria obesità, oltre quattro italiani su dieci: il 32% degli adulti risulta in sovrappeso, mentre l'11% è obeso, soprattutto al sud. E ancora: oltre 8 milioni e mezzo di persone sono a rischio alcol, con 1,3 milioni di giovani fra gli 11 e i 25 anni che presentano rischi correlati al consumo fuori pasto o al binge drinking, e più di 3 milioni di anziani non si attengono alla moderazione del modello mediterraneo. E se calano le sigarette, tra i giovanissimi è boom del tabacco sfuso, complice il costo ridotto. Nel complesso è il cuore il "big killer" degli italiani: le malattie del sistema circolatorio restano infatti la prima causa di morte con 224.830 decessi (il 38,2%) nel 2009, seguite dai tumori con 174.678 decessi (il 29,7%). Continua ad aumentare l'incidenza del diabete: in Italia si contano ormai tre milioni di malat

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