(Adnkronos) - Di fatto, la norma approvata ieri della giunta e' di cui e' in possesso l'Adnkronos prevede il "divieto all'amministrazione regionale di affidare appalti, concessioni di lavori, forniture di beni e servizi o stipulare convenzioni, o erogare contributi, sussidi o garanzie a qualsiasi titolo, fatti salvi contributi, sussidi o garanzie che discendono da leggi di tutela della persona e della famiglia in favore di ascendenti o discendenti ovvero parenti o affini fino al secondo grado, di deputati regionali, di componenti della giunta regionale o di dirigenti generali dell'amministrazione regionale". Inoltre, "e' fatto divieto all'amministrazione regionale di affidare appalti, concessioni di lavoro o erogare contributi e sussidi in favore di societa', azienda o ente in cui gli ascendenti o discendenti di deputati regionali, componenti della giunta regionale o di amministratori, ricoprano la carica di rappresentanti legali, amministratori o dirigenti". In caso di violazione delle disposizioni la norma prevede che "gli atti posti in essere sono nulli". Crocetta gia' ieri aveva annunciato un cambio di rotta della Regione per le incompatibilita' parlando di "lobby che hanno fatto affari con la Regione". Nel mirino di Crocetta non solo i deputati che hanno parenti negli enti di formazione ma anche i rapporti tra alcune societa' private ed enti partecipati da Palazzo d'Orleans.Gia' ieri aveva annunciato una task force che indaghi "su chi riceve soldi dalla Regione".




