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Napolitano: "Partiti sappiano che cammino in Europa è segnato"

domenica 23 dicembre 2012
Napolitano: "Partiti sappiano che cammino in Europa è segnato"

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Roma, 17 dic. - (Adnkronos/Ign) - Dal rammarico per la fine prematura del governo Monti "sfiduciato dal Pdl", all'auspicio che la prossima legislatura porti a compimento le necessarie riforme "per stare in Europa". Il capo dello Stato interviene a tutto campo in occasione del consueto scambio degli auguri di Natale e Capodanno. "Se è solo con lieve anticipazione rispetto alla scadenza naturale che stanno per essere sciolte le Camere, brusca è stata di certo l'accelerazione impressa dall'annuncio, l'8 dicembre scorso, delle dimissioni del presidente del Consiglio Monti", ha detto all'inizio del suo intervento il Presidente della Repubblica. Il capo dello Stato ha ricordato come l'esperienza dell'attuale esecutivo si sia collocata "nell'ambito costituzionale della democrazia parlamentare. E d'altronde non è forse bastato il ritiro della fiducia di una componente essenziale della maggioranza per segnare la fine del governo presieduto dal senatore Monti?". "Questa conclusione non piena, questa interruzione in extremis dell'esperienza iniziata 13 mesi orsono non puo' tuttavia oscurarne la fecondita'. I giudizi sui risultati ottenuti in un campo o nell'altro possono legittimamente divergere, e puo' darsi che si facciano ancora piu' divergenti", ma e' necessario, ha concluso Napolitano, che "in quel fuoco polemico non si bruci il recupero di fiducia nell'Italia che si e' manifestato negli ultimi tempi in Europa, nella comunita' internazionale e e negli stessi, pur poco trasparenti, mercati finanziari". "Partiti e Parlamento, bersagli abituali di critiche fondate ma anche di attacchi distruttivi basati su molte approssimazioni e omissioni, hanno dato prova di un assai elevato senso di responsabilità per aspetti essenziali", ha ricordato Napolitano. Per questo, ha sottolineato ancora il Capo dello Stato, "nessuno dei soggetti politici che hanno fino a ieri fatto vivere e operare questo governo, dovrebbe avere interesse ad annullare il contributo dato anche a prezzo di limiti, sacrifici e rischi responsabilmente accettati". Ma Napolitano non si nasconde la delusione perché per "le più che mature riforme della seconda parte della Costituzione, quella ora giunta al termine è stata purtroppo un'altra legislatura perduta: anche modeste modifiche mirate, frutto di un'intesa minima, sono naufragate". Il Capo dello Stato ha quindi sottolineato come si siano rivelate "troppo fiduciose o avanzate" le aspettative espresse un anno fa circa la possibilità che "si producesse un sussulto di operosità riformatrice e anche un moto di rinnovamento dei partiti, del loro modo di essere, del loro rapporto con i cittadini e con la societa'". "Si è fatto sentire tutto il peso di resistenze ed ostacoli profondamente radicati, di antichi ritardi, di lenti e stentati processi di maturazione. Lo dico con amarezza e preoccupazione, perché vengono da ciò alimentati il corso limaccioso dell'antipolitica e il qualunquismo istituzionale".