Dopo il Porcellum vacilla anche la legge elettorale per le europee: rinviata alla Corte Costituzionale. Le toghe, dopo gli arresti della vigilia (Expo e Scajola), entrano ancora a gamba tesa sulle prossime consultazioni. Nel dettaglio, è finita nel mirino la soglia di sbarramento al 4 per cento. Rilevando profili di incostituzionalità in tale soglia, il tribunale di Venezia ha rinviato la legge alla Consulta. La decisione è arrivata nell'ambito dell'esame di un ricorso presentato dall'avvocato Felice Besostri, che già aveva impugnato il Porcellum (il ricorso era poi stato rigettato dalla Consulta). La decisione presa dal Tribunale di Venezia è la prima sui ricorsi presentati sulla legge elettorale che regola i meccanismi delle Europee, per le quali si voterà il 25 maggio. Besostri ha commentato: "E' una prima parziale vittoria, ora gli italiani sono più libero di votare per le liste di gradimento, senza paura di sprecare il voto". Oltre che a Venezia sono stati presentati altri ricorsi a Roma, Napoli, Milano, Cagliari e Trieste. "L'esito è certo" - Il legale ha poi ricordato i quattro motivi dell'impugnazione: "La soglia di sbarramento al 4%, quello ritenuto principale dal Tribunale di Venezia, la disparità di trattamento delle minoranze linguistiche, il mancato riequilibrio di genere e la deroga alla raccolta di firme di presentazione delle liste". Besostri ha aggiunto: "E' solo un problema di tempi per la decisione, per questo avrei preferito che il quesito fosse sottoposto alla Corte di Giustizia della Ue, mentre l'esito è certo anche per i precedenti del Tribunale Costituzionale tedesco". L'avvocato, insomma, non ha alcun dubbio sul fatto che la legge verrà bocciata dalla Consulta. "Le norme costituzionali sul diritto di voto - prosegue - sono uguali nella Costituzione tedesca (articolo 38) e italiana (articolo 48) e la giurisprudenza costituzionale tedesca in materia elettorale è un riferimento anche per la Consulta, che ne ha fatto uso nella sentenza sul Porcellum". La decisione della Consulta arriverà dopo le elezioni Europee, alle quali si voterà con l'attuale legge. Ma in un futuro non troppo remoto si potrebbe riproporre lo scenario italiano: una platea di eletti, de-legittimati da una sentenza, che però rimarranno al loro posto fino alle successive elezioni.




