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Psicodramma nel Pd sul voto a Napolitano

Minuti di tensione nel partito: Sel è già in fibrillazione

Lucia Esposito
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   Giorgio Napolitano ha detto sì. Ma nel Pd si è aperto lo piscodramma. Un deputato Pd di lungo corso la mette giù così, senza giri di parole: "Oggi in aula potremmo assistere in diretta alla scissione del Pd". Questa l'atmosfera con cui il Partito democratico, o quello che ne resta, affronta il nuovo passaggio che potrebbe  verificarsi da qui a poche ore. L'eventuale nuova elezione al Colle di  Giorgio Napolitano aprirebbe la strada (anche per il percorso da  unità nazionale con cui è stata avanzata la richiesta di un bis)   ad un governissimo con Pd, Pdl e Scelta Civica. Come reagirà la sinistra dem a una prospettiva del genere?   Sel, per dire, è già in fibrillazione. "Mi auguro - avverte Nichi  Vendola- che non trascinino anche l'attuale capo dello Stato in questo  marasma, ci aspettiamo da parte di Napolitano la conferma del suo  diniego a entrare in questo teatrino anche squallido: si eviti a  Napolitano di affacciarsi a questa scena". La resa dei conti -   Ecco, Sel ha già messo le mani avanti. Che succederà nel Pd?  "Chi voterà per Napolitano resterà in questo partito. Chi non lo   farà, si chiamerà fuori da solo". Magari verso un nuovo soggetto   socialdemocratico. Appunto, la scissione del Pd- Questi i timori che attraversano il corpaccione  dei gruppi parlamentari democratici. Si arriva a temere la scissione  in aula mentre nella balcanizzazione certificata definitivamente dell'impallimento di ieri di Romano Prodi, ormai nessuno si fida più   di nessuno. Un clima da caccia alla streghe in cui sotto accusa finiscono   vecchie e nuove componenti. Ci finiscono pure i giovani parlamentari,   quelli arrivati a Roma con le primarie. "Stanno sempre a guardare   l'I-Phone e l'I-Pad. A dire ecco che scrivono su twitter o su  Facebook. Ecco quello che mi scrive il mio segretario di circolo...   Conta più quello che ti dice di fare il segretario di circolo che ti ha messo in lista per le primarie, che quello che ti dice il   segretario del partito". E ancora oggi si raccontano le lacrime e la rissa sfiorata ieri   notte all'assemblea dei grandi elettori. "La cosa più terribile dei   franchi tiratori è che alla fine, anche chi è stato onesto ed ha  acclamato Prodi e poi lo ha votato, finisce nel tritacarne. Siamo   tutti franchi tiratori. E lasciamo stare la figura che abbiamo fatto   con Romano....Mi vergognerei a incontrarlo per strada", si sfoga un big del Pd col volto tirato. In questo clima, forse tra poche ore, ci sarà una nuova prova da affrontare per il Pd. Forse l'ultima. Una prova da resa dei conti: il voto a Napolitano.   

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