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L'ombra delle lobby sul governo Letta: Enel, Eni, Sky, Vodafone tra i finanziatori della sua fondazione

Enrico Letta

Quanto peseranno sul prossimo esecutivo? D'altronde la posizione del vice segretario del Pd sulle privatizzazioni è nota: "Patrimonio pubblico alto, bisogna vendere"

Sebastiano Solano
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Il premier incaricato Enrico Letta gode di un consenso bipartisan. E non solo nella politica. La sua fondazione politica, Vedrò, è finanziata da enti pubblici, semipubblici e privati. Indistintamente. Come scrive L'Espresso sul proprio sito web, i finanziamenti annui dell'associazione ammontano a circa 800mila euro annui. Non si sa quanto ciascun finanziatore versa a Vedrò. Si sa però chi sono: Enel, Eni, Autostrade per l'Italia, Lottomatica, ma anche Vodafone, Sky, Telecom Italia e Nestlè.  Il peso delle lobby sul futuro governo - Spiega Mattia Diletti, uno dei massimi esperti di lobby e think tank: "Quello che colpisce però del sistema di finanziamento riguarda soprattutto i finanziatori piuttosto che i finanziati. Sono prevalentemente ex monopoli pubblici, che hanno un rapporto ancora stretto con la politica e che finanziano un po' tutti, con cifre ridotte, a pioggia, sia la destra che la sinistra". Ovviamente, il tutto è fatto alla luce del sole. Ma quanto influiscono sui programmi della fondazione tutti questi sponsor? E quanto potranno pesare sulle prossime scelte politiche del probabile futuro premier? Un premier che, dal canto suo occupa una poltrona di prestigio in sei diversi think tank. Tra questi, Arel fondato dal suo padrino Beniamino Andreatta, Trecentosessanta, Aspen, Vedrò, appunto. Un record, visto che solo Innocenzo Cipolletta e Stefano Zamagni sono presenti in altrettante associazioni e fondazioni.  Come si comporterà Letta? - Quanto potranno pesare queste lobby sull'operato dell'eventuale premier, si diceva. Domanda a cui per ora non è possibile dare una risposta. E' invece nota la posizione di Letta sul tema delle privatizzazioni delle aziende pubbliche: "Dobbiamo lavorare molto sul tema delle privatizzazioni", ha affermato qualche tempo fa. E ancora: "Il patrimonio pubblico è ancora enorme: bisogna cominciare a mettere nel mirino nuove privatizzazioni pezzi di Eni, Enel e Finmeccanica". E poi: "Sarà uno dei temi del nostro governo, quando gli elettori ci faranno governare", concludeva il prossimo presidente del Consiglio". Bene, quel momento è arrivato. Come si comporterà, al riguardo, Enrico Letta? 

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