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M5S, Crimi e Lombardi verso l'avvicendamento

Vito Crimi e Roberta Lombardi

I capigruppo lasciano il posto ad altri due eletti. Tre mesi di gaffe, smentite e insulti: gestione fallimentare. Normale avvicendamento o "cacciata"?

Ignazio Stagno
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"Il blog di Beppe Grillo non lo guardiamo più". Finisce con questa frase e con un'intervista patinata su Oggi l'avventura da capogruppo di Roberta Lombardi e di Vito Crimi. I due vice-Beppe hanno fallito. A giugno ci sarà il cambio della guardia, come previsto dal non-statuto. Alla Camera arriverà Riccardo Nuti, palermitano ed ex candidato sindaco M5S nel capoluogo siciliano. Ma l'avvicendamento, per quanto previsto, sa tanto di bocciatura. Con quel "vaffa" al blog di Beppe della scorsa settimana Crimi e Lombradi, di fatto, hanno scricato il leader. Beppe infatti non ha detto una parola su di loro, sul loro operato. Men che meno si è adoperato per tenerli in sella. Anzi, vien da dire che ha apparecchiato la tavola per un "vaffa-Day" tutto per loro, per Crimi e Lombardi, il gatto e la volpe del M5S. Sono passati tre mesi da quella sera del 25 febbraio quando i Cinque Stelle trionfavano al voto e si praparavano ad "aprire il parlamento". Poco dopo la Lombardi e Crimi in una riunione in un hotel extralusso di Roma venivano eletti capigruppo. Da lì sono passati 90 giorni di zuffe, smentite e di cronica impreparazione da parte dei due capigruppo che hanno portato il M5S sull'orlo di una crisi di nervi.  Poliziotto buono - Vito Crimi ha provato sin dall'inizio a fare il poliziotto buono fedele al al capo Grillo. Ma alla fine sul muro dei fatti si è schiantata la sua stessa coerenza. Passerà alla storia per essere l'uomo più smentito d'Italia. Ogni sua posizione veniva immediatamente redarguita e sistemata a dovere da Beppe. A volte quasi in contemporanea con le parole dello stesso Crimi. Durante i giorni delle consultazioni per quel governo Bersani che non ha mai visto la luce Crimi affermava: "Il segretario del Pd abolisca i finanziamenti ai partiti e possiamo parlare di un'intesa". Poi nel giro di pochi minuti: "Non non ho mai parlato di un'intesa col Pd". Passava un giorno, Bersani calava a picco e Crimi provava a riposizionarsi: "Un governo pseuodetcnico? Sì, perché no". Tre minuti dopo arriva Grillo a bacchettarlo dal blog: "No, il M5S non voterà la fiducia a nessun governo se non a un esecutivo a Cinque Stelle". E Crimi prontamente andava a dormire sui banchi del Senato affermando che lui "non aveva mai parlato di una fiducia ad un governo tecnico o pseudotecnico".  Contro il "padre" - "Vito lo smentito" in questi tre mesi c'ha messo poco a buttare all'aria tutto quello che faticosamente, dai meet up di Brescia, era stato costruito. Nelle ultime settimane, stanco delle perenni smentite e delle figuracce a cui lo costringeva Grillo, ha deciso di rompere definitivamente, al punto di andare contro quel leader che chiamava "papà". "Il referendum sull'euro non si può fare", ha affermato Crimi qualche giorno fa. Un macigno pesante scagliato su uno dei cavalli di battaglia del leader a Cinque Stelle, che lo aveva riproposto soltanto poche ore prima. Per una volta, Crimi, ha detto come la pensava.  La poliziotta cattiva -  Altra storia invece è quella di Roberta Lombardi. Lei da subito ha vestito i panni della poliziotta cattiva, guadagnandosi subito l'appellativo di "ducetta". Poche ore dopo la nomina infatti si scoprì che sul suo blog aveva scritto: "Mussolini ha fatto cose buone e aveva un elevato senso dello Stato". Pronti, via la Lombardi inaugura con mise fascista i suoi 90 giorni di celebrità. Poi arriva la diretta streaming, quella delle tragicomiche consultazioni con Bersani. Lì afferma in faccia al premier preincaricato: "Non riesco a seguirla, mi sembra di stare a Ballarò". Applausi a scena aperta da tutto il mondo grillino. Ma qualcuno più riflessivo coglieva già in quei toni aggressivi il preludio di un fallimento. Passa qualche settimana e la Lombardi incontra Enrico Letta, ovviamente in streaming. Il premier durante la diretta seppellisce la boria della "ducetta", e lei, coda tra le gambe, comincia a capire che il governissimo si farà, che il M5S è tagliato fuori e che per i grillini ci sarà pochissimo spazio. Ancor meno per lei. Ossessione e protagonismo -  Già, perchè se Crimi è un tipo schivo, la Lombardi ama apparire sul web. Fa la maestrina con i suoi eletti, li punzecchia, li educa, soprattutto alla rendicontazione delle spese. Ed qui, quando scoppia la grana diaria e rimborsi che la Lombardi inzia a dar furori di testa con post su Facebook che l'ha trasformata in una brazelletta vivente: "Ho perso il portafoglio e dentro avevo tutti gli scontrini per le spese da rendicontare!! Secondo voi che cosa devo fare?". L'Italia ride, il Movimento 5 Stelle si trasforma sempre più nel Movimento dello Scontrino. La quotazioni della Lombardi precipitano vertiginosamente. Non riesce più a controllare i suoi. Sui giornali filtrano le indiscrezioni sui problemi del M5S. Alcuni Parlamentari parlano con la stampa. Per lei sono "spie". E contro le spie esplode i suoi ultimi colpi: "Siete degli stronzi e delle merde". Così la Lombardi in una mail privata (trafugata dalle "maledette spie"). Epitaffio -  E' stata questa la sua ultima perla: ora è arrivato il tempo di abbandonare il campo. Dopo tre mesi Crimi e Lombardi escono di scena. Probabilmente si tratta di un semplice turnover, ma la sensazione è che facciano spazio perché hanno fallito. E anche se lasciassero spazio solo in nome del "non Statuto", resta la certezza che hanno fallito lo stesso. Così viene alla mente quel referendum lanciato dalla senatrice grillina Laura Bottici su facebook in cui chiedeva: "Dobbiamo espellere Crimi perchè è andato da Vespa? Se sì metti 'mi piace', se no lascia un commento". I "mi piace" furono più dei commenti. E ora capiamo perchè. (I.S)

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