Roma, 20 set. (Adnkronos) - Guglielmo Epifani ha proposto all'assemblea nazionale del Pd di tenere le primarie per l'elezione del nuovo segretario del partito domenica 8 dicembre. "Io ho riflettuto prima di arrivare a questa assemblea sul fatto che noi dobbiamo uscire da questa riunione con una qualche chiarezza. Non abbiamo un'altra assemblea da fare e allora, dopo aver parlato con i vicepresidenti dell'assemblea, propongo di fissare la data del Congresso per l'8 dicembre", ha detto il segretario nel suo intervento che apre l'assemblea nazionale del Pd. "La condizione economica del Paese resta pesante - ha ricordato -, siamo in un collo di bottiglia, la caduta è finita ma nei prossimi due-tre anni potremmo avere una conclusione amara e paradossale della crisi: una piccola crescita ma incapace di creare vera, buona occupazione". "Il Pd non è il partito delle tasse. Noi siamo il partito del fisco giusto ed equo" e "troverei fortemente sbagliato che, dopo aver tolto una parte dell'Imu, si vada ad aumentare l'Iva di un punto", ha detto Epifani. Sull'Imu "si è fatta un'operazione che parla soprattutto ai ceti medio alti mentre con l'Iva si colpiscono i ceti popolari". "Il governo e Letta stanno facendo uno sforzo grande", ha detto Epifani. "Il presidente del Consiglio l'ha detto che non ci sta a farsi logorare - ha affermato -. Sarà lui che si impegnerà, sono sicuro, a mettere alla prova la volontà di chi sostiene il governo. Non si può affrontare questa fase restando al buio o con strategie diverse tra i soggetti che danno vita al governo di servizio". "Per mandare avanti il governo serve ma non è sufficiente la nostra responsabilità", ha detto Epifani. "Spesso il centrodestra gioca con la memoria corta ma noi non abbiamo una memoria corta, ci ricordiamo quello che accadde con il governo Monti quando fummo lasciati da soli a sostenere e difendere certe scelte a partire da quelle più impopolari - ha detto il segretario del Pd - Voglio dire con chiarezza che non siamo più disponibili a rivedere lo stesso film in questa occasione, anche perché c'è un limite al trasformismo". Il videomessaggio di Silvio Berlusconi "non va sottovalutato - ha sottolineato -. Pone una chiara ipoteca. Non più un governo di pacificazione ma un governo che deve avere un contenuto e un programma di parte e questa parte sarebbe quella del centrodestra. Per noi il governo di servizio è un'altra cosa". Nella vicenda della decadenza di Silvio Berlusconi "abbiamo cercato di motivare la nostra posizione - ha spiegato - , che non era contro qualcuno ma a difesa dei principi e del diritto, usando anche l'arma del rispetto, le parole giuste e rispettose per Silvio Berlusconi. Ma con franchezza in quel video messaggio di Berlusconi, nelle accuse che ci sono piovute addosso non c'era uguaglianza di rispetto ma attacco, invettiva, assenza di rispetto per quello che rappresentiamo: il primo partito del Paese". "La destra prima ci ha portato sul baratro - ha dichiarato -, poi ha introdotto aumenti dell'Iva e dell'Imu. Ma è sempre colpa nostra o della magistratura". "L'andamento tendenziale dei saldi non dà grandi margini - ha continuato -, non siamo in presenza di saldi con cui si può spendere, tutti i soldi che spendi vanno trovati: serve equità sociale e dobbiamo tenere fermi alcuni principi fondamentali". "La manovra deve essere orientata a sostenere ogni stimolo all'investimento o all'occupazione, dobbiamo coprire alcuni campi di politica sociale privi di risorse, come il reddito di inserimento e di autosufficienza - ha spiegato il segretario del Pd -. E, insisto, non mi faccio ragione di una scelta contraria: non c'è tendenza allo sviluppo, non abbiamo di fronte a noi una via di crescita rapida, e se noi allentiamo il patto di stabilità dei comuni potremmo con poco fare molto lavoro". Infine, sulla legge sull'omofobia, Epifani ha dichiarato: "Abbiamo fatto un compromesso ma il testo rappresenta un primo passo decisivo". Parlando delle minacce circolate in rete, il segretario ha detto: "Non vogliamo minacce nei confronti di Ivan Scalfarotto, non ne possiamo più di minacce nei confronti di Kyenge. Noi sappiamo quant'è difficile la strada delle riforme".




