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Pd, Marco Minniti a un passo dalle dimissioni dal governo

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Matteo Legnani
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Il Pd sta male, ma ogni giorno che passa rischia di farsi sempre più male. E di scherzare col fuoco. L'ultima polemica innescata è quella riportata da La Repubblica e che vede protagonista il ministro dell'Interno Marco Minniti. Che appena poche settimane fa, in un sondaggio Ipr Marketing, era risultato il leader del Pd di gran lunga davanti a tutti per indice di fiducia. Assai più apprezzato dello stesso Gentiloni, per non parlare di Renzi. Ebbene, in quella che dai risultati delle regionali siciliane sta diventando una vera e propria corsa alle alleanza, perchè nel Pd hanno capito che da soli la prossima primavera vanno a schiantarsi, Minniti non ha gradito le parole pronunciate dalla radicale Emma Bonino e dal presidente dei dem Matteo Orfini, che in due interviste a Repubblica criticavano la sua azione di governo sul tema degli sbarchi. Quella messa in atto nello scorso mese di agosto, che ha pressochè bloccato l'arrivo di immigrati dalla Libia e portato il cranio pelato di Minniti sulle prime pagine di tutti i giornali. Di più: il ministro ha preso a godere di un consenso trasversale, bipartisan, come uomo di sinistra ma intransigente sull'ordine pubblico e gli interessi dell'Italia prima di tutto. Ora, è una bomba a orologeria: "Se il mio partito ha cambiato idea sull'azione del governo contro gli sbarchi, prenderò atto. E poi valuterò le conseguenze". Il rischio è enorme: quello di un nuovo braccio di ferro tra il Pd e l'esecutivo o, peggio ancora, la gestione di possibili dimissioni del suo rappresentante più in vista e apprezzato. Per il Pd sarebbe il crollo definitivo, di immagine e preferenze, cui nessuna alleanza con qualche partitucolo sinistroide o centricolo potrebbe porre rimedio.

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