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Ponte Morandi, lo schiaffo dell'Ue a Conte e Salvini: "Niente flessibilità, vi abbiamo già dato soldi"

Giulio Bucchi
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Dall'Unione europea un altro schiaffo all'Italia, nelle ore del lutto e della rabbia. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, il governo per bocca del vicepremier Matteo Salvini e del ministro dell'Economia Giovanni Tria, ha confermato la volontà di mettere in campo fino a 50 miliardi di euro di investimenti sulla sicurezza delle infrastrutture anche a costo di sforare i vincoli di bilancio imposti dall'Ue. Una sorta di Piano Marschall a cui Bruxelles ha risposto a stretto giro, con il più gelido dei rifiuti. "L'Italia è uno dei principali beneficiari della flessibilità all'interno del patto di stabilità e crescita", sottolinea una nota della Commissione presieduta da Jean-Claude Juncker, spiegando di non voler entrare in "uno scambio politico di accuse". Parole, quest'ultime, tra l'assurdo e l'agghiacciante visto il contesto della sciagura. Leggi anche: "Dal ponte crollato al Piano Savona". Indiscrezione dal governo, bomba sull'euro? "Secondo le regole fiscali concordate - spiegano dall'Ue - gli Stati membri sono liberi di stabilire priorità politiche specifiche, ad esempio lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture e l'Unione europea ha incoraggiato gli investimenti in infrastrutture in Italia". Sono stati 2,5 miliardi, conclude la nota, i fondi stanziati dall'Ue "nel periodo 2014-2020 per infrastrutture di rete, come strade o ferrovie", e lo scorso aprile Bruxelles ha approvato un piano di investimenti per le autostrade italiane che "consentirà di portare avanti circa 8,5 miliardi di euro di investimenti, anche nella Liguria".

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