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Pd, la sentenza dello storico Giulio Sapelli: "È morto e non si salverà nessuno"

21 Settembre 2018

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Partito democratico, la sentenza tombale dello storico Giulio Sapelli: "È morto"

Quando l'ex ministro Carlo Calenda non è riuscito a organizzare neanche una cena con Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Maurizio Martina, ha evocato uno psichiatra per risolvere i problemi del Partito democratico. Una visione fin troppo ottimistica, visto che ormai per i dem servirebbe solo un becchino perché è un "partito morto", secondo quanto dice a Italia oggi lo storico Giulio Sapelli.

A furia di isolarsi, i dirigenti del Pd sono rimasti completamente soli, di fatto abbandonati da quelli che una volta erano i loro elettori più convinti: "Cioè artigiani, operai, impiegati comunali. I maggiorenti del Pd - dice Sapelli - non hanno con loro nemmeno un operaio dell'Ilva. Non hanno più nessuno". Prima che però l'elettorato li abbandonasse, sono stati i vertici dem a decidere di starsene da soli: "È successo quando hanno abbracciato il blairismo, dove la finanza era di sinistra, l'industria di destra e non c'era bisogno di avere rapporti con la classe operaia".

Le speranze di rianimare un corpo ormai morto sono praticamente nulle, il Pd insomma è irrecuperabile: "Non hanno più rapporti nemmeno con i sindacati, anche se i segretari della Uil sono iscritti al Pd. I sindacati sono in crisi, è vero, ma fanno ancora i contratti, rappresentano ancora i lavoratori. Gli operari dell'Ilva hanno votato seguendo i sindacati".

Qualcosa ancora resiste sotto le insegne del Pd, qualche sacca di potere locale è rimasta in piedi nonostante l'ondata leghista-grillina: "Perché sono il centro del clientelismo politico, che prima era più solido ma adesso è più difficile da alimentare dato che ci sono meno risorse da spendere. Al politico - dice ancora Sapelli - non resta che esercitare un potere di prossimità: dà un posto all'amico dell'amico, nomina il capo dei vigili all'ufficio legislativo di palazzo Chigi, ma non chiama più il povero alla sua tavola, ammesso che riesca a combinare una cena. Il rapporto con i sostenitori è sempre più anagrafico e sempre meno affettivo. Non c'è più cuore".

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Commenti all'articolo

  • Aldodueinvolo

    22 Settembre 2018 - 09:09

    Non ci credo, questi sono attaccati alle poltrone come ventose. Non molleranno la presa fin tanto qualche ben pensante sprecherà voti. Sta di fatto che ogni volta che si presentono in Tv aumentano la profondità della loro fossa.

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  • brunom

    22 Settembre 2018 - 05:05

    Una buona notizia, peccato che prima di disintegrarsi abbiano ridotto l'Italia ad un cumulo di macerie. Napolitano e' vivo o morto?

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  • Artaserse

    21 Settembre 2018 - 21:09

    Qualcuno purtroppo resiste ancora: quella sinistronza di rosa abbresci, per esempio!

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