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Manovra, Giovanni Tria e la mossa anti-spread: il deficit destinato a calare, messaggio alla Ue

Davide Locano
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Iniziano a smontare la manovra? Dal vertice di Palazzo Chigi di martedì sera arriva un pesantissimo segnale rivolto a Bruxelles, ovvero il fatto che lo sforamento del deficit sarà sì del 2,4% nel 2019, ma è poi è destinato a scendere, stando alle prime stime, al 2,2 nel 2020 e al 2% nel 2021. Non più dunque, inchiodato al 2,4% per tre anni, come annunciato finora. Una mossa, voluta in primis da Giovanni Tria, nella speranza che la Commissione non bocci la manovra. Una mossa destinata anche a rassicurare i mercati. Una mossa che agita il M5s, che sulla manovra si è giocato tutto e che ora vede ridursi il margine d'azione. La decisione è maturata al termine di un vertice di due ore con Luigi Di Maio, Matteo Salvini, il premier Giuseppe Conte, il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti, Tria, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e i due sottosegretari dell'Economia ancora in attesa di diventare viceministri, Laura Castelli (5 stelle), e Massimo Garavaglia (Lega). Da delineare, ora, i tagli necessari per finanziare le misure contenute in manovra. Leggi anche: Reddito di cittadinanza? Così Di Maio regala soldi ai rom

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